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January 25, 2007

Angela e Putin

da La Stampa del 25 gennaio 2007

La prima visita di Sta­to in veste di nuovo cancel­liere della Repubblica Fede­rale (novembre 2005) ha su­bito dato la misura di quan­to sarebbe cambiato il rap­porto tra Berlino e Mosca dai tempi in cui Gerhard Schroeder rassicurava i tedeschi sul fatto che Putin aveva una «condotta demo­cratica cristallina». Nel corso della conferenza stampa al Cremlino, Angela Merkel non ha avuto paura di nominare, per ben due volte, la questione cecena autentico tabù nelle visite di Stato a Mosca. La stessa sera, in una cena ufficiale al­l’Ambasciata tedesca a Mo­sca – dettaglio non irrilevan­te dal punto di vista dei pro­tocollo – ha incontrato i rap­presentanti della maggiori organizzazioni non gover­native del paese e ha parlato a lungo con toro delta si­tuazione in Cecenia e in Inguscezia. Da allora la politi­ca tedesca nei confronti del­la Russia si è ispirata a una corretta severità, con parti­colare attenzione alla sensi­bilità della Polonia e delle Repubbliche baitiche, da sempre diffidenti nei confronti di Mosca.

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Nella crepa venutasi a creare tra Germania e Russia ci si sta infilando l’Italia di Romano Prodi. Io voglio sperare che la ricerca di un ruolo nuovo e vantaggioso per l’Italia nella partita  delicata per l’energia, non impedisca al nostro Prodi un’azione che tenga conto sia del profilo europeo con cui il tema deve essere affrontato, sia dell’inscindibilità dello stesso dalla questione cecena, e dal tema della sistematica violazione da parte del presidente Putin dei diritti fondamentali di libertà e democrazia del popolo russo.

Tregua in Libano

(ANSA) – BEIRUT, 24 GEN - All’indomani dei blocchi e dei tumulti che hanno provocato 4morti e 133 feriti, una tregua precaria ha riportato oggi la calma a Beirut. Ma dopo la "sospensione" dello sciopero generale l’opposizione guidata da Hezbollah ha minacciato nuove proteste se il governo di Siniora non si pieghera’ alla sue richieste. E mentre il premier e’ partito per Parigi, dove partecipera’ alla Conferenza per gli aiuti al Libano, nuovi scontri sono scoppiati nel pomeriggio a Tripoli.

Populismo e dittature

(Ansa.it), CARACAS - Il presidente cubano Fidel Castro, ancora convalescente dopo l’operazione chirurgica dello scorso luglio, ha inviato una lettera firmata di suo pugno al presidente venezuelano Hugo Chavez.
 
Lo hanno reso noto le autorità venezuelane, precisando che la lettera è stata consegnata dal vice-presidente cubano Carlos Lage, in visita a Caracas. Il presidente venezuelano ha letto alcuni passaggi della lettera del suo alleato e amico cubano in un discorso pubblico diffuso dal palazzo presidenziale, mostrando alle telecamere la firma di Castro. "Continua ‘caballo’ (cavallo, soprannome di Castro a Cuba).
 
Abbiamo bisogno di te, è per questo che ti amiamo", ha dichiarato Chavez. Fidel ha trasferito provvisoriamente il potere al fratello Raul lo scorso 31 luglio, quattro giorni dopo essere stato operato all’intestino.

January 24, 2007

La quiete dopo la tempesta?

Beirut, 24 gen. (Adnkronos)- Il primo ministro libanese Fouad Siniora è partito in aereo per Parigi, dove parteciperà domani alla conferenza dei donatori per il Libano, mentre il Paese torna lentamente alla normalità in seguito alla violenta protesta organizzata ieri dall’opposizione guidata dal partito sciita Hezbollah. Gran parte delle strade di Beirut sono state riaperte questa mattina alla circolazione, dopo che l’opposizione ha annunciato ieri sera la fine della protesta che ha paralizzato il Paese, provocando anche tre morti e oltre 100 feriti. Bulldozer si sono messi al lavoro sin dalle prime ore per liberare le strade dai detriti e dai resti di copertoni e auto bruciate, con i quali erano state bloccate le principali arterie di comunicazione.
 
L’aeroporto ha ripreso a funzionare normalmente, mentre scuole, uffici e negozi sono stati riaperti. La tensione non si è tuttavia placata. Nell’annunciare la fine della protesta che punta a rovesciare il governo di Siniora, l’opposizione ha sottolineato che ‘’il peggio deve ancora venire’‘. ‘’Lo sciopero è stato l’ultimo avvertimento per il governo’‘, si legge oggi sul quotidiano dell’opposizione al Akhbar. Fonti della sicurezza libanese spiegano intanto che a far cessare al protesta dopo un giorno sono stati ‘’sforzi arabi dietro le quinte’‘. Nei quartieri sunniti e cristiani, dove vi sono stati scontri fra sostenitori del governo e dell’opposizione, sono ancora visibili i segni della violenza con vetrine infrante e auto distrutte.
 
Uno scenario che aumenta la rabbia e l’amarezza fra la gente dei quartieri devastati, dove si fa notare come le aree sciite dominate da Hezbollah siano rimaste intatte. L’opposizione filosiriana guidata da Hezbollah, comprende anche gli sciiti di Amal e i cristiani fedeli al movimento di Michel Aoun. Il governo guidato dal sunnita Siniora si basa sulla maggioranza antisiriana in parlamento, che comprende sunniti, drusi e gran parte dei leader cristiani.

January 23, 2007

Sciopero Hezbollah, scontri a Beirut

da Corriere.it – BEIRUT (Libano) – Mattina di fuoco e di scontri nella capitale libanese Beirut e, dove è in corso la manifestazione seguita allo sciopero generale indetto dal leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, contro la politica estera ed econima del governo. Ci sono stati tafferugli tra diverse fazioni religiose e anche tra i manifestanti e le forze di sicurezza. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno una quindicina di feriti. Ma non è stata solo la capitale a finire a ferro e fuoco. Secondo quanto riferisce la tv satellitare Al Arabiya, ci sarebbe stato anche un morto, un sostenitore del governo in carica, ucciso a Halba, nel nord del Paese, nel corso di un’azione che ha causato anche altri quattro ferimenti. STRADE BLOCCATE - Tutte le principali arterie di Beirut sono diventate in poche ore impraticabili. Bloccata anche la strada che conduce all’aeroporto internazionale di Beirut. I manifestanti stanno anche bruciando pneumatici e hanno sparso sabbia e pietre su entrambe le carreggiate delle grandi arterie della capitale e in altre aree. Almeno due attivisti sono stati feriti da colpi di arma da fuoco mentre tentavano di bloccare una strada nel Nord della città. Lo hanno riferito testimoni e fonti ospedaliere.

LIBIA: GOVERNO PRONTO A LICENZIARE 400 MILA DIPENDENTI

Tripoli, 22 gen. – (Adnkronos) – Il governo libico e’ in procinto di licenziare 400 mila dipendenti, pari a un terzo della forza lavoro, al fine di tagliare la spesa pubblica e stimolare il settore privato. E’ quanto riporta la BBC, secondo cui il primo ministro Baghdadi Mahmudi avrebbe riferito al parlamento del numero di dipendenti statali in eccesso.

IRAN E SIRIA PROPONGONO CONFERENZA REGIONALE A BAGHDAD

Teheran, 22 gen. (Adnkronos/Dpa) – Iran e Siria propongono una conferenza regionale a Baghdad per discutere la situazione in Iraq. Lo hanno annunciato il ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki, ed il suo collega siriano Walid Muallem durante una conferenza stampa a Teheran, spiegando che chiederanno al governo iracheno ed ai suoi altri vicini di tenere l’incontro, a livello di ministri degli Esteri, nella capitale irachena. Sia l’Iran che la Siria considerano che il completo ritiro delle forze statunitensi ed il pieno trasferimento dei poteri al governo iracheno sia l’unica via possibile per la stabilizzazione del paese.

Sciopero generale Hezbollah in Libano

(ANSA) – BEIRUT, 23 GEN - Le grandi strade di Beirut sono bloccate dai partecipanti al grande sciopero generale indetto dal leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. L’opposizione ha indetto lo sciopero per protestare contro il governo di Siniora, che partecipera’ giovedi’ a Parigi ad una conferenza d’aiuto economico per il Libano. L’esercito ha spiegato blindati e centinaia di soldati. Due pompieri intervenuti per spegnere i copertoni sarebbero stati feriti dagli scioperanti, mentre altre tre persone risultano ferite.

May 20, 2006

NAZIRAN

Toronto, 19 mag. – (Adnkronos) – Il nuovo codice iraniano di abbigliamento prevedera’ una fascia gialla per distinguere gli ebrei, una rossa per i cristiani e una blu per gli zoroastriani. Lo scrive oggi il quotidiano canadese National Post, in un ampio articolo dedicato alla nuova legge sui vestiti da indossare in pubblico che è stata appena adottata dal parlamento di Teheran. Il codice di colori, scrive il giornalista Amir Taheri, permetterà ai musulmani di riconoscere facilmente gli aderenti ad altre religioni evitando che possano stringer loro la mano per sbaglio, diventando cosi’ ‘’najis’’ (sporchi). L’insegna colorata, chiamata ‘’zonnar’‘, sara’ una striscia di stoffa cucita sul davanti degli abiti.

Il provvedimento, che non può che ricordare in occidente la ‘’stella gialla’’ imposta agli ebrei dai nazisti, era stato presentato nel 2004 sotto la presidenza del moderato Mohammed Khatami, ma allora il parlamento l’aveva bloccato. La legge è però passata lunedì su pressione del nuovo presidente Mahmoud Ahmadinejad: affida ad uno speciale comitato il compito di stabilire entro l’autunno quali saranno gli abiti che dovranno indossare uomini e donne. Questi dovranno tuttavia essere approvati dalla guida suprema Ali Khamenei prima di venire imposti dalla legge.

Taheri, giornalista e autore iraniano in esilio, spiega che la nuova legge punta ad eliminare ‘’l’influenza degli infedeli’‘, ovvero dell’Occidente, nell’abbigliamento degli iraniani. E’ fra l’altro previsto un bando totale alle cravatte, considerate ‘’un simbolo della croce’‘. Non e’ chiaro tuttavia se i cristiani saranno autorizzati a portarle. Il codice vestimentario si sostuira’ alla legge del 1982 che impone lo chador e un lungo abito alle donne. L’obiettivo di Ahmadinejad e’ di imporre una uniformita’ di abbigliamento islamico senza distinzioni di classe, per preparare gli iraniani al ritorno dell’Imam nascosto, che secondo la tradizione sciita tornera’ sulla Terra per riportare la giustizia. La notizia del codice dei colori non manchera’ di sollevare nuove polemiche, dopo che Ahmadinejad ha auspicato la cancellazione d’Israele dalle mappe e definito l’Olocausto ‘’una leggenda’‘, suscitando proteste in tutto il mondo. Il Centro Simon Wiesenthal ha gia’ scritto al segretario generale dell’Onu Kofi Annan chiedendogli di esortare la comunita’ internazionale a far pressione sull’Iran perche’ abbandoni il progetto del fasce colorate per i non musulmani, riferisce il National Post.

Niente gay-prade a Mosca

(ANSA)- MOSCA, 19 MAG - Niente Gay Parade a Mosca, per la Santa Russia sarebbe un sacrilegio: il potentissimo sindaco Iuri Luzhkov ha vietato la parata omosessuale. Quindici anni dopo il crollo dell’Urss la Russia post-comunista rimane un Paese profondamente omofobo. Il sanguigno sindaco, per il quale gay e’ sinonimo di ‘anormale’, puo’ pero’ dormire sonni tranquilli: ha dalla sua la Chiesa Ortodossa, il partitone ‘centrista’ di maggioranza (Russia Unita) e l’opinione pubblica.

Un fosso tra Ucraina e Russia

(ANSA) – MOSCA, 19 MAG - L’Ucraina sta scavando lungo le sue frontiere con la Russia un fossato per arginare il fenomeno del contrabbando. La trincea separera’ fisicamente due repubbliche ex sovietiche peraltro gia’ profondamente divise sui rispettivi percorsi politici. Verra’ scavata per 400 km sul tratto fra le citta’ ucraina di Lugansk e russa di Rostov sul Don. Una ventina di chilometri sono stati completati nei mesi scorsi, e per fine anno Kiev spera di realizzare l’intero progetto.

in Cina 12 anni di galera se dissenti.

(ANSA) – PECHINO, 16 MAG - Un veterano della dissidenza cinese, Yang Tianshui, 45 anni, e’ stato condannato oggi a 12 anni di reclusione per sovversione. Yang e’ stato condannato da un tribunale nella provincia di Jangsu (est), dopo un processo durato tre ore, per aver pubblicato degli articoli contro il governo e aver diretto delle sezioni estere del Partito democratico cinese, bandito in patria. Yang ha gia’ passato dieci anni in prigione, tra il 1990 e il 2000, per ‘crimini controrivoluzionari’.


il Nepal limita il potere del suo re.

(ANSA) – NEW DELHI, 18 MAG - Il nuovo governo nepalese ha presentato oggi in parlamento una risoluzione per limitare i poteri del re.La risoluzione, che riguarda soprattutto il suo controllo sull’esercito, potrebbe essere approvata anche in giornata. Era stato il movimento democratico dei nepalesi scesi in piazza il mese scorso a chiedere tra i primi atti del nuovo governo quello di ridurre i poteri del re Gyanendra, dopo aver ottenuto dal monarca il ripristino della democrazia.

Serbia. Prendere Mladic !!

(ANSA) – LISBONA, 18 MAG - Il ministro degli esteri di Serbia e Montenegro Draskovic e’ convinto che l’arresto di Ratko Mladic avverra’ nei prossimi giorni. Mladic, ex capo delle forze serbe della Bosnia e’ ricercato dal 1996 dopo il mandato di cattura emesso dal Tpi per genocidio e crimini di guerra commessi per il suo ruolo nell’assedio di Sarajevo (1992-1995) e il massacro di circa ottomila uomini e ragazzi musulmani a Srebrenica nel luglio del 1995.

Il Venezuale e una nuova diaspora ebrea.

(ANSA)-TEL AVIV, 19 MAG- Una delegazione della comunita’ ebraica del Venezuela si trova in Israele per ‘tastare il terreno’ qualora alcuni ebrei volessero emigrare. Secondo il quotidiano Maariv, la politica del presidente Chavez, e in particolare la sua amicizia verso l’Iran, destano crescente apprensione fra gli ebrei in Venezuela. La delegazione e’ stata ricevuta dal presidente israeliano Katzav e la prossima settimana incontrera’ Zeev Bielsky, presidente dell’Agenzia Ebraica, che organizza l’immigrazione in Israele.
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