NUCLEARE: A MOSCA RIPRENDONO LE TRATTATIVE IRAN-RUSSIA
Roma, 28 feb. – (Aki) – Riprendono oggi a Mosca le trattative tra la delegazione iraniana e quella russa sulla possibilità di procedere in Russia all’arricchimento dell’uranio necessario agli impianti nucleari della Repubblica Islamica. Teheran domenica aveva annunciato di aver raggiunto ‘’un accordo di massima’’ con la Russia, anche se ‘’i dettagli rimanevano da chiarire’‘. Ieri sera, il Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, ha sottolineato che ‘‘la sospensione di ogni forma di arricchimento dell’uranio, anche a scopo sperimentale, era la condizione previa per ogni forma di collaborazione tra i due paesi’‘. Da parte sua Manouchehr Mottaki, il Ministro degli Esteri iraniano, attualmente in visita a Tokio, aveva ribadito che l’Iran ‘’non ha alcuna intenzione di rinunciare all’arricchimento dell’uranio sul proprio territorio’‘. Per trovare un accordo i due paesi hanno tempo fino al 6 marzo, giorno in cui si riunirà il Consiglio dei Governatori dell’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), che dovra’ decidere l’eventuale deferimento dell’Iran al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Ali Hosseini Tash, il diplomatico iraniano che guida la delegazione nelle trattative con la Russia, prima di lasciare Teheran, ha tenuto ieri una conferenza ad Isfahan, in cui ha definito il programma nucleare della Repubblica Islamica ‘’una vicenda legata alla sicurezza del paese’‘. ‘’Ogni trattativa sui nostri piani nucleari deve vertere sul fatto che l’Iran si trova al centro del progetto americano di sovvertire l’attuale ordine internazionale e che questo progetto, secondo i suoi autori, deve partire dal Medio Oriente’‘. ‘’Il Medio Oriente – ha aggiunto Hosseini Tash – è nel mirino degli americani da quando nel 1979 con la rivoluzione islamica, la regione ha cambiato direzione di marcia ed ha messo in discussione l’allora sistema bipolare’‘.
Per il diplomatico iraniano ‘’tutto è stato preparato per facilitare il rinvio del dossier nucleare della Repubblica Islamica al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite’‘. ‘’Il prossimo 6 marzo molto probabilmente il Consiglio dei Governatori dell’Aiea deciderà di rinviare l’Iran al Consiglio di Sicurezza, e certamente questa decisione peserà sul nostro paese, ma deve essere chiaro che anche l’Europa e la Cina soffriranno le conseguenze di questo rinvio e saranno costretti a pagare un prezzo molto alto’‘. Hosseini Tash ha concluso dicendo ‘’anche se oggi trattative dirette con Washington non sono all’ordine del giorno, la Repubblica Islamica è disposta a parlare con chiunque dei suoi piani nucleari, fatta eccezione per Israele’‘.
‘’una vicenda legata alla sicurezza del paese’’ così Ali Hosseini Tash definisce il nocciolo della questione nucleare iraniana. Dunque per stessa ammissione dei dirigenti iraniani, la questione nucleare del regime teocratico persiano non è relativa agli approvvigionamenti energetici. E’ chiarissimo che il fine è la bomba: in questo modo il governo iraniano intende costruire un argine contro qualisiasi tentativo o tentazione occidentale e orientale di intervenire direttamente i territorio iraniano per tentare la destabilizzazione del regime. Letta così, con l’aiuto degli stessi governanti, la questone nucleare iraniana aumenta la sua rilevanza, colorandosi di connottati chiaramente che chiamano a raccolta tutto coloro che hanno a cuore un futuro democratico e libero dall’orrore del presente regime per la Persia. Bisogna smettere di giustificare l’atteggiamento iraniano con la circostanza che tutti i paesi limitrofi hanno la bomba. L’equilibrio che il regime intende colpire con la sua politica di riarmo non è infatti quello regionale, o lo è solo in misura molto marginale. Il vero destinatario del segnale lanciato dal regime è l’occidente, l’europa, gli stati uniti e israele, che pressano sull’Iran, e accentuano il nervosismo cui il regime è costretto dalle opposizioni interne.
- IRAN | Time: 9:25 pm (UTC+8)
Comments (1)



