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March 7, 2006

Suicida l’ex leader dei Serbi di Croazia Babic

L’AJA – L’ex leader dei serbi di Croazia Milan Babic, 48 anni, si è suicidato nel carcere del Tribunale penale internazionale (Tpi) per la ex Jugoslavia di Sheveningen. Lo ha reso noto oggi lo stesso Tpi precisando che Babic "è stato trovato privo di vita" ieri sera alle 18.30. La famiglia dell’imputato, informa ancora il tribunale, è stata informata. Babic era stato condannato nel luglio scorso, in appello, a 13 anni di reclusione per crimini contro l’umanità.

Il Pakistan non vuole la guerra in Iran

(ANSA) – LONDRA, 7 MAR - Il Pakistan si opporra’ a qualsiasi azione militare contro l’Iran che venga eventualmente decisa dagli Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato alla Bbc dal primo ministro di Islamabad, Shaukat Aziz ‘per il Pakistan non ci dovra’ essere alcun intervento militare e sicuramente noi non parteciperemmo a una tale azione’. Aziz e’ a Londra per una visita di due giorni.

Hamas non sa che fare e chiede aiuto alla democrazia.

(ANSA) – RAMALLAH, 7 MAR - Hamas studiera’ la possibilita’ di riconoscere lo stato di Israele solo se richiesto a compiere questo passo da un referendum popolare.Lo ha detto il presidente del parlamento di Ramallah Aziz Dweik (Hamas), le cui dichiarazioni sono riprese dalla stampa palestinese. Dweik ha precisato che Israele dovra’ precisare quali saranno i suoi confini, altrimenti i palestinesi ‘non saprebbero cosa riconoscere’. Inoltre Israele dovrebbe compiere passi verso il riconoscimento dei diritti palestinesi.
 
CORRIERE.IT – Hamas: faremo un referendum su Israele
RAMALLAH (Cisgiordania) - Hamas studierà la possibilità di riconoscere lo stato di Israele solo se richiesto a compiere questo passo da un referendum popolare fra la popolazione palestinese. Lo ha detto il presidente del parlamento di Ramallah Aziz Dweik (Hamas), le cui dichiarazioni sono riprese oggi dalla stampa palestinese.
«ISRAELE PRECISI I SUOI CONFINI» - Dweik ha precisato che innanzi tutto Israele dovrà precisare quali saranno i suoi confini, altrimenti i palestinesi «non saprebbero che cosa riconoscere». Inoltre Israele dovrebbe compiere alcuni passi verso il riconoscimento dei diritti palestinesi, in particolare per quanto concerne il diritto del ritorno per milioni di profughi. Dweik ha aggiunto che a un referendum di tale importanza dovrebbero partecipare anche i palestinesi che vivono nella Diaspora. Se Israele «inizierà a riconoscere i diritti dei palestinesi», ha concluso, i palestinesi a loro volta inizieranno a riconoscere Israele.
ATTACCHI CONTRO HAMAS - La vittoria del gruppo islamico alle ultime elezioni palestinesi ha raffreddato i rapporti con il governo di Tel Aviv, che con la precedente dirigenza targata Fatah aveva invece avviato un confronto. Le dichiarazioni anti-israeliane che alcuni membri di Hamas hanno pronunciato all’indomani della vittoria elettorale hanno fatto rialzare la tensione, causando anche la decisione del governo di Olmert di chiudere i rubinetti dei finanziamenti ai palestinesi. E la situazione potrebbe ulteriormente precipitare. Israele potrebbe infatti decidere di colpire i leader di Hamas, compreso il primo ministro palestinese designato Ismail Haniyeh, se il gruppo estremista islamico dovesse rinnovare i suoi attacchi allo stato ebraico. A sostenerlo è il ministro della difesa israeliano Shaul Mofaz. «Nessuno è immune, nemmeno Ismail Haniyeh – ha detto Mofaz alla radio militare -. Nel momento in cui Hamas sceglie la strada del terrore non è più questione di leadership politica o non politica. Questa sarebbe una leadership terroristica e di conseguenza nessuno dei suoi membri sarebbe immune».
«PRONTI A RAPIRE GLI ISRAELIANI» - Ma anche da Hamas arrivano segnali minacciosi: Mahmud a-Zahar, un dirigente dell’organizzazione indicato come possibile ministro degli esteri nel futuro governo di Ismail Haniyeh, minaccia infatti di rapire israeliani come ultimo strumento per liberare migliaia di palestinesi detenuti in Israele. «Busseremo a tutte le porte – ha detto a-Zahar, secondo il sito internet Palestine-info legato a Hamas – ci muoveremo a tutti i livelli, useremo tutti i mezzi possibili incluso il rapimento di coloni o di soldati israeliani per garantire la liberazione incondizionata di novemila prigionieri reclusi nelle carceri di Israele». Il sito precisa che a-Zahar ha fatto queste dichiarazioni durante un comizio tenuto ieri a Gaza di fronte a familiari di detenuti palestinesi.
RIPRESA DEI NEGOZIATI - Alle consultazioni a Mosca della scorsa settimana, tuttavia, Hamas – a quanto si apprende da dichiarazioni del ministro degli esteri russo Lavrov – si sarebbe resa disponibile a riaprire i negoziati e a riprendere in considerazione la road map con le tappe per il processo di pace individuate dal cosiddetto quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu).
07 marzo 2006
 

I primi provvedimenti del governo di Hamas: rapire israeliani

(ANSA) – GAZA, 7 MAR - Mahmud a-Zahar, dirigente di Hamas, minaccia di rapire israeliani come ultima ratio per liberare migliaia di palestinesi detenuti in Israele. ‘Busseremo a tutte le porte – ha detto a-Zahar, secondo il sito internet ‘Palestine-info’ legato a Hamas – ci muoveremo a tutti i livelli, useremo tutti i mezzi possibili incluso il rapimento di coloni o di soldati israeliani per garantire la liberazione incondizionata di novemila prigionieri reclusi nelle carceri di Israele’.

Taiwan sotto tiro

(ANSA)-TAIPEI, 7 MAR - Circa 800 missili cinesi sono puntati su Taiwan, capaci di neutralizzare i suoi centri nevralgici.Secondo un responsabile del ministero della difesa taiwanese, Pechino contrasterebbe ogni velleita’ d’indipendenza dell’isola.’Questi missili rendono la Cina in grado di lanciare bombardamenti per dieci ore’, ha detto il responsabile. La tensione tra Cina e Taiwan e’ alta da quando il governo dell’isola ha soppresso il Consiglio per l’unificazione nazionale.

L’intrasigenza Europea è colpa dell’America.

(ANSA) TEHERAN, 7 MAR - L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di impedire un accordo di Teheran con la Russia o l’Europa sul suo programma nucleare. A Vienna e’ riunito il Consiglio dei Governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea),fonti diplomatiche hanno parlato di un compromesso offerto dall’Iran,che si impegnerebbe per due anni a congelare le sue attivita’ di arricchimento di uranio su scala industriale per mantenere un’attivita’ di ricerca. Gli Usa respingono quest’ipotesi.

Impiccato in Iran

(ANSA)-TEHERAN, 7 MAR - L‘esecuzione e’ avvenuta ieri a Shushtar, citta’ nel sud-ovest del Paese vicina all’antica Susa. Il condannato, identificato come Iraj D. era stato riconosciuto colpevole di avere ucciso a coltellate un uomo nel villaggio di Sharafat.Per i reati di omicidio, rapina a mano armata, traffico di stupefacenti, violenza carnale, sodomia, adulterio e apostasia e’ prevista la pena di morte in Iran , dove le impiccagioni in pubblico sono frequenti.

Il centro per i diritti civili in Siria, finanziato dall’Unione Europea chiude!

(ANSA)-DAMASCO,4 MAR- Le autorita’ siriane hanno ordinato la chiusura del primo centro per i diritti umani a Damasco, inaugurato il 21 febbraio e finanziato dall’Ue. L’avvocato Anwar al-Bunni ha precisato che la polizia ha ‘apposto i sigilli’ al centro, mentre fonti ufficiali hanno parlato di apertura ‘senza il permesso’ del governo e quindi di iniziativa illegale fin dall’inizio. Costato oltre 93.000 euro, il centro era stato allestito dall’Istituto per l’assistenza e la solidarieta’ internazionali, ong belga.

Hamas non riconosce Israele.

(ANSA) – MOSCA, 3 MAR - Hamas resta fermo nel suo rifiuto di riconoscere lo Stato di Israele. Lo ha affermato un componente della delegazione del movimento integralista palestinese da stamani a Mosca per tre giorni. Il capo dell’ufficio politico ha accusato Israele di ‘non rispettare la Road Map’, il piano di pace israelo-palestinese elaborato da Usa-Russia-Ue-Onu.E’ il primo viaggio di Hamas fuori dal Medio Oriente dopo la vittoria elettorale.
 
(ANSA)- MOSCA, 4 MAR - La delegazione di Hamas invitata a Mosca dal presidente Vladimir Putin si e’ incontrata oggi con il capo dei musulmani russi, Ravil Gainutdin. ‘Hamas – ha detto il capodelegazione Khaled Mashaal – appoggia gli sforzi della Russia a favore di rapporti sempre piu’ aperti con il mondo arabo-islamico. La Russia occupa un territorio che va dall’Europa all’Asia ed e’ ben posizionata per sponsorizzare un dialogo tra le civilta’ e per assicurare un equilibrio delle forze nel mondo’.
 
(ANSA)-MOSCA,4 MAR- Malgrado le pressioni del Cremlino, Hamas non intende riconoscere Israele: lo ha confermato Moussa Abu Marzouk, membro della delegazione.Marzouk ha spiegato che il riconoscimento di Israele equivale ad una rinuncia dei diritti dei palestinesi. Ieri, dopo l’incontro con il ministro degli Esteri russo Lavrov, il capo delegazione di Hamas, Khaled Mashaal, aveva gia’ indicato che un cambiamento di politica ci potra’ essere solo se Israele mettera’ fine all’occupazione dei territori palestinesi.
 
Ma se Hamas non riconosce Israele perchè noi, l’Europa, l’Occidente dovremmo riconoscere Hamas. Se Hamas non riconosce Israele non non riconosciamo Hamas. 

Iran e la bomba che verrà

(ANSA) – MOSCA, 3 MAR - Esperti russi indipendenti sono convinti che, al massimo entro 5 anni, l’Iran avra’ la bomba atomica. Gli esperti sostengono che ‘l’Iran punta all’acquisizione di proprie armi atomiche e prima o poi ci riuscira’‘, ed e’ meglio che il mondo si prepari a convivere con questa realta’ dalle conseguenze ‘negative, innanzitutto per la sicurezza della Russia’, ma ‘non catastrofiche se in Iran e’ mantenuta la stabilita’.

Nessun accordo tra Iran e UE

(ANSA) – VIENNA, 3 MAR - Nessun accordo e’ stato raggiunto all’incontro fra i ministri degli esteri dell’Ue-3 e il rappresentante di Teheran sul nucleare iraniano. L’annuncio e’ arrivato dal ministro degli Esteri tedesco Steinmeier al termine dell’incontro nella residenza dell’ambasciatore tedesco a Vienna. Steinmeier ha ribadito la richiesta dell’Ue di una sospensione di ogni attivita’ di arricchimento di uranio, la premessa base per ulteriori colloqui’.

Moria di polli in Azerbaigian

(ANSA) – MOSCA, 2 MAR - L’Azerbaigian e’ alle prese con una moria di polli provocata dal virus H5N1, trovato in un’azienda avicola a Gio’yazi, 60 Km da Baku. Il ministro dell’Agricoltura azero Ismet Abbassov ha annunciato che per evitare la diffusione dell’influenza aviaria e’ stato deciso di mettere in quarantena l’azienda colpita, dove sono gia’ stati distrutti circa mezzo milione di volatili. In Azerbaigian il virus H5N1 era gia’ stato scoperto a inizio febbraio su alcuni uccelli migratori.

Il Council for Foreign Relations denuncia la deriva autoritaria della Russia putiniana

(ANSA) – WASHINGTON, 6 MAR - Una ‘resurrezione’ del G7 come risposta alla deriva autoritaria della Russia di Putin: la raccomanda il Council for Foreign Relations. Una task force bipartisan del Cfr e’ stata a un passo dal suggerire di fare saltare il Vertice del G8, che quest’anno si deve svolgere, per la prima volta, sotto presidenza russa, a San Pietroburgo. Alla fine ha prevalso una linea meno rigida, anche perche’ Bush ha troppo bisogno della Russia (sui fronti Iran e Anp) per ipotizzare rotture.
 
- il sito del Council for Foreign Relations.
- abstract delRussia wrong direction

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