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March 7, 2006

Hamas non sa che fare e chiede aiuto alla democrazia.

(ANSA) – RAMALLAH, 7 MAR - Hamas studiera’ la possibilita’ di riconoscere lo stato di Israele solo se richiesto a compiere questo passo da un referendum popolare.Lo ha detto il presidente del parlamento di Ramallah Aziz Dweik (Hamas), le cui dichiarazioni sono riprese dalla stampa palestinese. Dweik ha precisato che Israele dovra’ precisare quali saranno i suoi confini, altrimenti i palestinesi ‘non saprebbero cosa riconoscere’. Inoltre Israele dovrebbe compiere passi verso il riconoscimento dei diritti palestinesi.
 
CORRIERE.IT – Hamas: faremo un referendum su Israele
RAMALLAH (Cisgiordania) - Hamas studierà la possibilità di riconoscere lo stato di Israele solo se richiesto a compiere questo passo da un referendum popolare fra la popolazione palestinese. Lo ha detto il presidente del parlamento di Ramallah Aziz Dweik (Hamas), le cui dichiarazioni sono riprese oggi dalla stampa palestinese.
«ISRAELE PRECISI I SUOI CONFINI» - Dweik ha precisato che innanzi tutto Israele dovrà precisare quali saranno i suoi confini, altrimenti i palestinesi «non saprebbero che cosa riconoscere». Inoltre Israele dovrebbe compiere alcuni passi verso il riconoscimento dei diritti palestinesi, in particolare per quanto concerne il diritto del ritorno per milioni di profughi. Dweik ha aggiunto che a un referendum di tale importanza dovrebbero partecipare anche i palestinesi che vivono nella Diaspora. Se Israele «inizierà a riconoscere i diritti dei palestinesi», ha concluso, i palestinesi a loro volta inizieranno a riconoscere Israele.
ATTACCHI CONTRO HAMAS - La vittoria del gruppo islamico alle ultime elezioni palestinesi ha raffreddato i rapporti con il governo di Tel Aviv, che con la precedente dirigenza targata Fatah aveva invece avviato un confronto. Le dichiarazioni anti-israeliane che alcuni membri di Hamas hanno pronunciato all’indomani della vittoria elettorale hanno fatto rialzare la tensione, causando anche la decisione del governo di Olmert di chiudere i rubinetti dei finanziamenti ai palestinesi. E la situazione potrebbe ulteriormente precipitare. Israele potrebbe infatti decidere di colpire i leader di Hamas, compreso il primo ministro palestinese designato Ismail Haniyeh, se il gruppo estremista islamico dovesse rinnovare i suoi attacchi allo stato ebraico. A sostenerlo è il ministro della difesa israeliano Shaul Mofaz. «Nessuno è immune, nemmeno Ismail Haniyeh – ha detto Mofaz alla radio militare -. Nel momento in cui Hamas sceglie la strada del terrore non è più questione di leadership politica o non politica. Questa sarebbe una leadership terroristica e di conseguenza nessuno dei suoi membri sarebbe immune».
«PRONTI A RAPIRE GLI ISRAELIANI» - Ma anche da Hamas arrivano segnali minacciosi: Mahmud a-Zahar, un dirigente dell’organizzazione indicato come possibile ministro degli esteri nel futuro governo di Ismail Haniyeh, minaccia infatti di rapire israeliani come ultimo strumento per liberare migliaia di palestinesi detenuti in Israele. «Busseremo a tutte le porte – ha detto a-Zahar, secondo il sito internet Palestine-info legato a Hamas – ci muoveremo a tutti i livelli, useremo tutti i mezzi possibili incluso il rapimento di coloni o di soldati israeliani per garantire la liberazione incondizionata di novemila prigionieri reclusi nelle carceri di Israele». Il sito precisa che a-Zahar ha fatto queste dichiarazioni durante un comizio tenuto ieri a Gaza di fronte a familiari di detenuti palestinesi.
RIPRESA DEI NEGOZIATI - Alle consultazioni a Mosca della scorsa settimana, tuttavia, Hamas – a quanto si apprende da dichiarazioni del ministro degli esteri russo Lavrov – si sarebbe resa disponibile a riaprire i negoziati e a riprendere in considerazione la road map con le tappe per il processo di pace individuate dal cosiddetto quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu).
07 marzo 2006
 

2 Comments »

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  1. Ummm, come già scritto altrove, temo fortemente sarà l’ennesima occasione che i palestinesi perderanno, come disse il saggio Abba Eban…

    Comment by Esperimento — March 8, 2006 @ 11:26 am

  2. intanto verifichiamo che il primo risultato utile della vittoria di Hamas è la crisi del movimento stesso, che credo inevitabilmente conoscerà spaccature interne tra un’ala possibilista e quella più movimentista e intransigente

    Comment by JEMP — March 8, 2006 @ 1:18 pm

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