Putin le nuove strategie verso il mondo arabo-islamico
(ilsole24ore.it), 11 marzo 2006 -
La strategia internazionale del presidente Putin Mosca, che ha come obiettivo l’affermazione della Russia come superpotenza energetica mondiale, passa attraverso la sua crescente attenzione politico-diplomatica rivolta al Medio Oriente e , più in generale, al mondo musulmano.
Putin si è presentato ad Algeri con un’immagine rafforzata dalle iniziative che ha portato avanti con successo proprio in rapporto al Medio Oriente e al mondo islamico, nonostante l’handicap non lieve del conflitto in Cecenia, che sembrerebbe vicino alla fase di esaurimento. Si tratta sia della lunga e paziente (naturalmente anche interessata) mediazione sul “dossier nucleare” iraniano, sia della decisione di invitare e ricevere a Mosca una delegazione dell’organizzazione radicale palestinese Hamas ai primi di questo mese. Mosca propone la strategia della “trattativa paziente” contraria alle decisioni intempestive e controproducenti, come le sanzioni e peggio ancora iniziative militari come quella, disastrosa, degli Usa in Irak.
Ad Algeri Putin e Bouteflika hanno verificato le rispettive posizioni sui principali problemi internazionali e regionali. Secondo il Mid russo (ministero degli esteri) esse coincidono in linea generale. Sulla base di una visione comune “multipolare” della realtà internazionale e del comune interesse dei due paesi nella lotta contro il terrorismo internazionale.
Putin ha promesso che i problemi dell’Africa saranno in primo piano tra quelli in agenda all’imminente summit del G8 di San Pietroburgo, a luglio, sia per gli aiuti e la cooperazione destinata al Continente nero, sia per la soluzione dei conflitti che lo dilaniano.
Sul Medio Oriente, Algeria e Russia auspicano che il conflitto israelo-arabo sia avviato a soluzione, prendendo come base sia le risoluzioni delle Nazioni Unite che la “road map” e le posizioni e gli impegni elaborati dal “quartetto” (Usa, Russia, Unione europea e Nazioni Unite). Sono stati affrontati i temi posti dai rapporti tra Siria e Libano e dalla situazione irakena. Sia Algeri che Mosca non condividono, anzi, condannano la strategia USA in Irak.
Tuttavia, la partnership economico-commerciale tra Russia e Algeria ha avuto un posto di tutto rilievo in questa missione di Putin. Basta guardare la composizione della delegazione, foltissima e di primissimo piano. Essa comprende i principali rappresentanti dei settori gas petrolio (come Aleksej Miller per Gazprom e Vagit Alekperov per Lukoil); dell’industria degli armamenti (Sergej Cheremezov, che presiede la grande società statale per il loro export, Rosoboronexport); di quella meccanica (tubi per gas e oleodotti, mezzi ferroviari); del settore finanziario (Sberbank).
Già dal 2001 è in corso la realizzazione di grandi progetti congiunti nell’energia e nelle infrastrutture del settore. Sonatrak, la principale compagnia statale di gas-petrolio, è il partner più importante delle compagnie russe del settore. L’interscambio, di circa 350 milioni di dollari nel 2004 e di 300 milioni nei primi nove mesi del 2005 è giudicato inferiore alle potenzialità commerciali dei due paesi. La scopo della visita è stato quello di aumentarne il volume.
Oltre all’energia, il settore della cooperazione tecnico-militare è quello dominante nei rapporti tra i due paesi. C’è un problema di debiti pregressi di Algeri nei confronti di Mosca.
Il risultato della visita è stata la cancellazione del debito accumulato dall’Algeria a tutto il primo febbraio (4,7 miliardi di dollari). In cambio l’Algeria si è impegnata ad acquistare dalla Russia merci per lo stesso importo, da accrescere nei prossimi anni. La Russia ha ottenuto di poter partecipare, con sue società, alla campagna di privatizzazione di oltre mille società algerine statali, comprese quelle del settore energetico. La cooperazione da sviluppare e ampliare riguarda, oltre al comparto dell’energia, quelli delle infrastrutture (compresi gas-oleodotti, ferrovie), dell’industria meccanica e metallurgica. Il settore più importante, accanto all’energia, è quello degli armamenti. “Rosoboronexport” ha firmato un contratto per la fornitura ad Algeri di 50 MiG 29 (caccia di ultima generazione) per un valore di 1,5-1,7 miliardi di dollari, con la prospettiva di arrivare nei prossimi anni a 100. Algeri deve rinnovare il suo parco aereo-militare (composto da Sukhoj oltre che da MiG). Anche nel settore missilistico e satellitare è stata stabilita un’ulteriore cooperazione, dopo quella già iniziata negli anni Duemila (satellite AlSat-1, il primo lanciato da Algeri). «Il contratto con l’Algeria rappresenta una grandissima possibilità di sviluppo del complesso militare industriale russo e per stabilire rapporti commerciali di lungo periodo in Africa» – ha commentato l’analista dei settori tecnico-strategici russi Ruslan Pukhov.
Da ricordare che dai primi anni dell’indipendenza algerina al 1989 l’Urss fornì armi per circa 11 miliardi di dollari. Una panoplia di aerei da guerra (bombardieri pesanti e vari tipi di MiG, tank, fregate, sottomarini, battelli da sbarco). L’80% degli armamenti algerini è di fabbricazione russa.
In epoca sovietica l’aspetto politico-ideologico e strategico (impegno “antiimperialista”) superava quello economico, in piena perdita per l’Urss. Oggi la vendita di armamenti ha una valenza economica, pragmatica. E nell’Algeria (come nella Siria, cui un anno fa ha venduto missili di difesa antiaerea), Mosca ritrova i vecchi partner-clienti dell’Urss. Facendosi pagare.
Mosca con i nuovi accordi di Algeri fa la sua ricomparsa nell’area del Mediterraneo occidentale, in settori strategici, come l’energia e gli armamenti. Si tratta di una nuova, importante tappa di riavvicinamento al mondo arabo-islamico, all’insegna del “multipolarismo” teorizzato e praticato da Putin e che trova ampi consensi nel mondo, specie in Asia. È un processo che Washington segue con malcelata ostilità. D’altra parte, non dovremmo dimenticare, valutando l’iniziativa di Mosca verso il MO, che la Russia è anche un grande paese asiatico, con una non irrilevante componente musulmana, sia tra la propria popolazione (oltre i 15 milioni), sia ai propri confini sudorientali (Asia centrale).
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- RUSSIA | Time: 3:15 pm (UTC+8)
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