(da RadioRadicale.it )
Le autorità della Bielorussia hanno negato il visto d’ingresso a una rappresentante del Partito Radicale Transnazionale che doveva seguire le elezioni presidenziali previste per il 19 marzo. Si tratta di Nicola Dell’Arciprete, assistente di Marco Pannella al Parlamento europeo, che avrebbe dovuto tra l’altro incontrare il principale candidato d’opposizione, Aleksandr Milinkevich, oltre a rappresentanti dell’Onu e delle organizzazioni della società civile e studentesche. «Quanto accade in queste ore in Bielorussia è la dimostrazione del fatto che ad isolare la Bielorussia non sono l’Unione europea o gli Stati Uniti, ma lo stesso dittatore Lukashenko», ha dichiarato Dell’Arciprete, che ha denunciato «il rischio di una deriva violenta della situazione» durante le manifestazioni indette domani. Il giorno 16 è stato scelto infatti dalle opposizioni come "Giornata della resistenza" al regime del presidente Aleksandr Lukashenko. «Quella di domenica prossima sarà – nella migliore delle ipotesi – una farsa democratica, che si consumerà nel completo isolamento, sotto la regia di un regime che riproduce se stesso», ha concluso il rappresentante radicale.
Oggi una ventina di figure chiave dell’opposizione sono state arrestate e ieri la delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con la Bielorussia ha rinunciato a inviare una missione di sette deputati dopo che le autorità di Minsk hanno rifiutato di concedere i visti. Due giornalisti ucraini e due osservatori polacchi dell’Osce sono stati respinti al confine "senza spiegazioni", altri sono stati fermati ed espulsi dal paese. L’accesso a osservatori, giornalisti e rappresentanti di ong è da tempo quasi totalmente precluso, dopo un ulteriore giro di vite deciso dal dittatore.
Alcuni esponenti del Parlamento europeo e del Congresso degli Stati Uniti hanno preparato una lettera "al popolo bielorusso", che riassume in un documento comune il contenuto delle ultime risoluzioni approvate dalle due assemblee sulla situazione politica in Bielorussia. L’invito al regime a «rispettare gli standard democratici internazionali e ad assumere tutte le misure necessarie per assicurare lo svolgimento libero, corretto e trasparente» delle elezioni; la «condanna per l’erosione costante della libertà da parte del governo». Le risoluzioni ricordano inoltre che «l’uso della forza da parte delle autorità bielorusse contro manifestazioni libere e pacifiche di individui, partiti politici e società civile, prima durante e dopo leelezioni presidenziali, provocherà inevitabilmente un’ulteriore isolamento del governo bielorusso dalla comunità internazionale».