Lukashenko: ‘’Diktat straniero non è riuscito a spezzarci'’
Minsk, 20 mar. (Adnkronos/Ign) – Alexandr Lukashenko celebra la sua vittoria alle elezioni presidenziali in Bielorussia contestate all’interno solo da diverse migliaia di persone ieri sera in piazza a Minsk, come un successo del suo governo e di tutti i bielorussi a ‘’respingere un assalto straniero’‘. La mia, ha detto, ‘’è stata una vittoria chiara e incontestata dello spirito e del nostro carattere nazionale. Malgrado una richiesta aperta straniera e di pressioni colossali dall’estero, non sono stati in grado di spezzarci’‘.
La commissione elettorale ha confermato la sua vittoria al primo turno con l’82,6% dei voti, un risultato comunque contestato dagli osservatori dell’Osce, perché frutto di un processo elettorale non democratico, e da numerosi Paesi della comunità internazionale. Lukashenko è quindi stato eletto per un terzo mandato alla guida del Paese che governa dal 1994. Sempre secondo i risultati ufficiali, il suo principale oppositore, Alexand Milinkevich, ha conquistato solo il 6% dei voti, in un’elezione a cui hanno partecipato il 92,6% degli aventi diritto. Gli altri due candidati, il 3,2%, sempre secondo i risultati ufficiali. ‘’Una maggioranza assoluta dei cittadini di questo Paese sostiene il percorso politico di costruire un Paese forte e in crescita. Gli altri Stati devono accettare la scelta della nostra gente… il risultato è decisivo‘’, ha aggiunto Lukashenko, sottolineando come il Paese sia già isolato e quindi di ‘’non aver paura di sanzioni economiche’‘.
Ma gli Stati Uniti ‘’non riconoscono il risultato delle presidenziali in Bielorussia’‘ e chiedono la ‘’convocazione di nuove elezioni’‘. A rendere nota la posizione di Washington è stato il portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan. La campagna elettorale si è svolta ‘’in un clima di paura’‘, ha aggiunto McClellan, sollecitando inoltre le autorità bielorusse a cessare di ‘’minacciare e detenere coloro che esercitano i loro diritti politici’‘.
Anche il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, condanna il modo ‘’non democratico’’ in cui ieri si sono svolte le elezioni. ‘’A nome della Nato – affermade Hoop Scheffer – condanno il modo in cui si sono svolte le elezioni in Bielorussia’‘. Come testimoniano gli osservatori internazionali, ‘’in particolare la missione dell’Osce – sottolinea ancora l’olandese – il processo elettorale non ha rispettato le norme democratiche’‘. I cittadini della ex repubblica sovietica, avverte il segretario generale, ‘’devono avere il diritto di scegliere i loro dirigenti nel quadro di un vero processo democratico. Questo diritto – conclude – è stato rifiutato loro un’altra volta’‘.
Intanto le forze di sicurezza interna del Kgb hanno continuato la loro opera di repressione anche oggi, con il blocco della distribuzione dei quotidiani dell’opposizione nella regione di Minsk e la chiusura di numerosi siti web. Nella notte sono stati arrestati quattro esponenti dell’opposizione, fermati nell’ufficio in cui era stata coordinata la campagna elettorale di uno dei quattro candidati, Alexandr Kozulin. E questo porta a oltre 350 persone gli arresti, fra le fila dell’opposizione, effettuati a ridosso delle elezioni. ‘’In un paese come la Bielorussia, in cui la libertà di espressione e di manifestazione viene cosi’ scrupolosamente repressa, un’elezione non è un momento di democrazia ma una farsa’‘, ha dichiarato Terry Davis, il segretario generale del Consiglio d’Europa.
Critiche allo svolgimento delle elezioni, ma soprattutto al carattere autoritario del governo Lukashenko, sono arrivate anche dal premier polacco, Kazimierz Marcinkiewicz, che ha assicurato l’intenzione di Varsavia di continuare a sostenere passi verso la democrazia in Bielorussia, e dal cancelliere tedesco, Angela Merkel. Vi sono ‘’una grande quantita’ di prove’’ che il voto non sia stato libero e onesto. ‘’Continueremo a sostenere le forze democratiche in Bielorussia’‘, ha affermato il portavoce del cancelliere tedesco, Thomas Steg sollecitando il governo bielorusso quantomeno a rispettare il diritto di espressione sancito nella costituzione. Unica voce dissonante, quella della Russia per cui le elezioni si sono svolte in modo corretto.
La commissione elettorale ha confermato la sua vittoria al primo turno con l’82,6% dei voti, un risultato comunque contestato dagli osservatori dell’Osce, perché frutto di un processo elettorale non democratico, e da numerosi Paesi della comunità internazionale. Lukashenko è quindi stato eletto per un terzo mandato alla guida del Paese che governa dal 1994. Sempre secondo i risultati ufficiali, il suo principale oppositore, Alexand Milinkevich, ha conquistato solo il 6% dei voti, in un’elezione a cui hanno partecipato il 92,6% degli aventi diritto. Gli altri due candidati, il 3,2%, sempre secondo i risultati ufficiali. ‘’Una maggioranza assoluta dei cittadini di questo Paese sostiene il percorso politico di costruire un Paese forte e in crescita. Gli altri Stati devono accettare la scelta della nostra gente… il risultato è decisivo‘’, ha aggiunto Lukashenko, sottolineando come il Paese sia già isolato e quindi di ‘’non aver paura di sanzioni economiche’‘.
Ma gli Stati Uniti ‘’non riconoscono il risultato delle presidenziali in Bielorussia’‘ e chiedono la ‘’convocazione di nuove elezioni’‘. A rendere nota la posizione di Washington è stato il portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan. La campagna elettorale si è svolta ‘’in un clima di paura’‘, ha aggiunto McClellan, sollecitando inoltre le autorità bielorusse a cessare di ‘’minacciare e detenere coloro che esercitano i loro diritti politici’‘.
Anche il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, condanna il modo ‘’non democratico’’ in cui ieri si sono svolte le elezioni. ‘’A nome della Nato – affermade Hoop Scheffer – condanno il modo in cui si sono svolte le elezioni in Bielorussia’‘. Come testimoniano gli osservatori internazionali, ‘’in particolare la missione dell’Osce – sottolinea ancora l’olandese – il processo elettorale non ha rispettato le norme democratiche’‘. I cittadini della ex repubblica sovietica, avverte il segretario generale, ‘’devono avere il diritto di scegliere i loro dirigenti nel quadro di un vero processo democratico. Questo diritto – conclude – è stato rifiutato loro un’altra volta’‘.
Intanto le forze di sicurezza interna del Kgb hanno continuato la loro opera di repressione anche oggi, con il blocco della distribuzione dei quotidiani dell’opposizione nella regione di Minsk e la chiusura di numerosi siti web. Nella notte sono stati arrestati quattro esponenti dell’opposizione, fermati nell’ufficio in cui era stata coordinata la campagna elettorale di uno dei quattro candidati, Alexandr Kozulin. E questo porta a oltre 350 persone gli arresti, fra le fila dell’opposizione, effettuati a ridosso delle elezioni. ‘’In un paese come la Bielorussia, in cui la libertà di espressione e di manifestazione viene cosi’ scrupolosamente repressa, un’elezione non è un momento di democrazia ma una farsa’‘, ha dichiarato Terry Davis, il segretario generale del Consiglio d’Europa.
Critiche allo svolgimento delle elezioni, ma soprattutto al carattere autoritario del governo Lukashenko, sono arrivate anche dal premier polacco, Kazimierz Marcinkiewicz, che ha assicurato l’intenzione di Varsavia di continuare a sostenere passi verso la democrazia in Bielorussia, e dal cancelliere tedesco, Angela Merkel. Vi sono ‘’una grande quantita’ di prove’’ che il voto non sia stato libero e onesto. ‘’Continueremo a sostenere le forze democratiche in Bielorussia’‘, ha affermato il portavoce del cancelliere tedesco, Thomas Steg sollecitando il governo bielorusso quantomeno a rispettare il diritto di espressione sancito nella costituzione. Unica voce dissonante, quella della Russia per cui le elezioni si sono svolte in modo corretto.
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