liBoRatoRio

March 22, 2006

Offensiva Europea: finalmente l’Europa alza la voce contro un dittatore

Non crediamo che la rivoluzione bielorussa debba necessariamente fallire. Europa e USA stanno in queste ore prendendo posizioni molto forti contro il regime di quel paese. La repressione è in atto, ma tenere accesa l’attenzione su quello che sta accadendo può essere utile alla causa.
 
Bruxelles, 22 mar (Adnkronos/Ign) - "Le elezioni presidenziali in Bielorussia sono state fondamentalmente truccate". Dopo l’Osce, anche l’Unione europea ha formalmente bocciato i risultati delle consultazioni nell’ex repubblica sovietica che, sommersi dalle contestazioni popolari, hanno assegnato un terzo mandato al capo di Stato uscente Aleksandr Lukashenko.

In una dichiarazione diffusa a Bruxelles dalla presidenza austriaca di turno dell’Ue, i Venticinque si schierano a fianco della missione di osservatori internazionali dell’Osce/Odihr secondo cui il voto non è stato democratico. "Concordiamo con questa valutazione – si legge nella nota – in particolare deploriamo il fatto che gli osservatori dell’Osce abbiano assistito a un uso arbitrario del potere di stato, all’assenza di un equo contesto di confronto, a intimidazioni, soppressioni delle voci indipendenti" e tutta una serie di altri problemi che vanno dalla "conta dei voti" alla "mancata ammissione degli osservatori Osce e Ue registrati".

Tutti elementi, scrive l’Unione, "alla luce di quali riteniamo che le elezioni presidenziali in Bielorussia siano state fondamentalmente truccate". Da parte sua, l’Unione studierà delle misure restrittive contro i responsabili di queste violazioni degli standard elettorali internazionali, in coordinamento con i partner mondiali, Usa soprattutto. L’Unione "è interessata a sviluppare relazioni più strette con la popolazione bielorussa" ma, osserva, "dispiace l’auto isolamento delle autorità del Paese" che "impediscono che la popolazione possa beneficiare della politica europea di vicinato".

I Venticinque "sono seriamente preoccupati per il fatto che il governo biolorusso continui a minacciare e detenere quanti esercitano i loro diritti politici". In questa direzione, si legge nella dichiarazione, "sollecitiamo" le autorità della Bielorussia a consentire alla popolazione di esercitare il diritto di assemblea e la libertà di espressione e contemporaneamente "chiediamo il rilascio immediato di quanti sono stati già arrestati". Ma al fine di porre rimedio a questa situazione, l’Ue guarda anche agli altri Paesi.

"Chiediamo ai partner internazionali, in particolare agli altri paesi confinati con la Bielorussia – conclude la nota – di seguire lo stesso approccio nei confronti del Paese". In ogni caso il Parlamento europeo discuterà oggi, durante la seconda giornata della ‘minisessione’ plenaria in corso a Bruxelles, la situazione nel Paese della comunità degli Stati indipendenti, per dare il proprio sostegno alla lotta dell’opposizione democratica contro il regime di Lukashenko. Si tratta di un dibattito che inizialmente non era previsto in agenda, ma che molti europarlamentari avrebbero voluto svolgere già ieri con la Commissione europea e il Consiglio Ue.

Intanto, in mattinata l’opposizione a Lukashenko aveva fatto sapere di aver interrotto la manifestazione contro il risultato delle elezioni di domenica a Minsk. La decisione era stata motivata con gli arresti dei partecipanti alla manifestazioni e al maltempo. Ma più tardi Aleksandr Kozulin, tra coloro che aveva annunciato la fine delle proteste, è stato smentito da Milinkevich (sempre dell’opposizione) che ha chiesto ai manifestanti di non lasciare il presidio nella piazza principale di Minsk. Kozulin ha quindi attribuito a Milinkevich “la piena responsabilità” di qualsiasi azione delle forze dell’ordine.
 

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Jay of onefinejay.com