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March 26, 2006

La libertà in Bielorussia: ecco dov’è finita

 

freedom in Belarus -libertà in Bielorussia 

Se a Beirut si riuniscono per pianificare il terrore

(TICINONLINE)  BEIRUT, 25/03/2006Una Conferenza panaraba a sostegno della "resistenza" in Iraq, Palestina e Libano si svolgerà il 30 marzo a Beirut, con la partecipazione di oltre 300 delegati provenienti da 17 paesi arabi. Lo hanno riferito oggi all’Ansa fonti vicine agli organizzatori della Conferenza. Le fonti hanno precisato che la Conferenza – a cui dovrebbero partecipare ex capi di stato, presidenti di Parlamenti, capi di governo, deputati, ex ministri, leader di partito e sindacali e intellettuali arabi - si articolerà in tre sessioni di lavoro e si concluderà con l’approvazione di un documento finale.
La prima sessione di lavoro, hanno aggiunto le fonti, sarà dedicata al tema della "Resistenza in Libano: il suo ruolo e il suo futuro", che verrà illustrato dal responsabile esteri del movimento sciita libanese Hezbollah, Nawaf al-Mussawi.
Lo scrittore Nasser Shimali, membro del segretariato del Congresso nazionalista arabo, affronterà invece il tema della "Resistenza araba in Palestina, Iraq e Libano e le sue ripercussioni sulla scena politica araba e internazionale".
Nell’ultima relazione, l’ex vice ministro degli esteri egiziano Abdullah Al-Ashaal si occuperà quindi di "Resistenza, sovranità nazionale e legittimità internazionale".

Adesso il regime iraniano parla col diavolo!

Teheran, 25 mar. (Adnkronos/Ign) – Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad conferma l’avvio di colloqui con gli Stati Uniti sulla questione irachena, ma si dichiara scettico sul loro esito. ‘’Abbiamo deciso di parlare con gli Stati Uniti dell’Iraq, ma ancora non ci fidiamo – ha detto Ahmadinejad, citato dall’agenzia di stampa ‘Isna’, al termine di un incontro a Teheran con il vicepresidente siriano Farouk al Shara – Gli americani cercano di seminare zizzania tra i Paesi islamici e renderli dipendenti dagli Usa, ma noi siamo in grado di spingere indietro di 100 chilometri gli Stati Uniti e Israele se il mondo islamico sarà unito’‘.

Le dichiarazioni del presidente iraniano arrivano all’indomani delle parole del ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki, che ha definito ‘’un’opportunità per l’Iran e una sfida per gli Stati Uniti’’ i colloqui, i primi diretti dal 1979, sull’Iraq.

Intanto, da Teheran arrivano i ringraziamenti a Mosca e Pechino per la posizione assunta all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul programma nucleare iraniano. In una telefonata fatta al suo collega russo Sergei Lavrov e a quello cinese Li Zhaoxing, di cui dà notizia l’agenzia di stampa ‘Irna’, il ministro degli Esteri iraniano Manouchehr Mottaki ha detto: l’Iran ‘’sostiene ed è felice della posizione (di Russia e Cina) per proseguire i negoziati nel tentativo di trovare una soluzione accettabile a tutte le parti e a esaminare la questione nucleare sotto gli auspici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea)’‘.

Mentre i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non riescono a trovare un accordo sulla posizione da tenere riguardo al programma nucleare iraniano, il direttore generale dell’Aiea Mohammed El Baradei, mette sotto accusa l’organo decisionale dell’Onu, che, secondo il premio Nobel per la pace, andrebbe riformato perché non riesce ad agire in modo rapido ed efficace. In particolare, El Baradei, intervenendo a una conferenza a Karlsruhe, in Germania, fa riferimento proprio ai "pochi sforzi" fatti dal Consiglio di Sicurezza ‘’per affrontare la minaccia della proliferazione nucleare’‘.

L’UE deplora il deterioramento della situazione dei diritti dell’uomo in Iran

da www.donneiran.org
 
Il 4 febbraio, l’Ufficio dei governatori del AIEA ha votato a gran maggioranza la trasmissione al Consiglio di sicurezza dell’ONU della questione del programma nucleare iraniano.
Come si vede nella relazione al Direttore generale datato il 27 febbraio, l’UE annuncia le sue profonde preoccupazioni in relazione all’Iran che persiste a non volere completamente cooperare con l’AIEA ed a non adottare le misure necessarie per riconquistare la fiducia della Comunità internazionale in finalità pacifica del suo programma nucleare.
L’UE si impegna sempre a trovare una soluzione diplomatica. Il Consiglio si rammarica profondamente che l’Iran non sia riuscito a mettere in pratica le misure che l’Ufficio dell’AIEA ritiene necessarie. Pertanto, il Consiglio di sicurezza si dedica attualmente ad adottare delle misure idonee. Il Consiglio crede che il Consiglio di sicurezza non debba agire in attesa di rafforzare l’autorità dell’AIEA.

Il Consiglio rinnova il suo appello verso l’Iran perché si conformi in urgenza all’integrità delle domande emesse nella risoluzione datata il 4 febbraio emessa dall’Ufficio dei governatori del AIEA. Il Consiglio sottolinea che tale azione dovrebbe includere una sospensione totale di tutte le attività legate all’arricchimento ed alla riconversione dell’uranio. La questione nucleare resterà un argomento urgente, al centro delle preoccupazioni. Tuttavia, il Consiglio ha anche sottolineato che è indispensabile che l’Iran realizzi una comunicazione efficace su tutti i punti che preoccupano l’UE, e che includono il terrorismo, il modo in cui l’Iran considera il processo di pace in Medio Oriente, i problemi regionali e il rispetto dei diritti degli uomini e delle libertà fondamentali. Il Consiglio prende atto della liberazione di Akbar Gandji il 17 marzo. Condanna la sua detenzione ed il trattamento che gli è stato inflitto durante la sua prigionia e chiama le autorità iraniane a liberare immediatamente e senza condizione tutti gli altri prigionieri politici. Il Consiglio deplora il deterioramento in Iran della situazione dei diritti dell’uomo e condanna la violenza usata contro le persone che manifestavano in modo pacifico in occasione dell’8 marzo giornata internazionale delle donne. Il Consiglio ribadisce il fatto che il rispetto totale dei diritti dell’uomo in Iran è essenziale, tanto per il miglioramento delle relazioni tra l’UE e l’Iran. Il Consiglio afferma che l’UE continuerà a tenere conto delle sue preoccupazioni in termini di diritti dell’uomo, che evocano in particolare la situazione critica nella quale si trovano i militanti dei diritti dell’uomo iraniani in preda alla persecuzione, la situazione delle minoranze e la pena di morte. L’UE si riserverà la possibilità di modificare le sue scelte diplomatiche ed adatterà il suo approccio secondo le dichiarazioni ed i rapporti d’affari dell’Iran.

 

 

Putin è un copione !

Washington, 26 mar. – (Adnkronos) – Vladimir Putin accusato di plagio, negli Stati Uniti. Ampi stralci della tesi di dottorato del Presidente russo, fra l’altro uno studio sulla gestione delle risorse naturali di un paese, sono stati copiati parola per parola dalla traduzione russa di una ricerca firmata da due professori americani dell’universita’ di Pittsburgh nel 1978, William King e David Cleland. Ma non solo: con questa tesi, Putin non ha conseguito un dottorato, come viene riportato dalla sua biografia ufficiale, ma un titolo di livello inferiore. A scopirlo sono stati due ricercatori della Brookings Institution di Washington, dopo essere riusciti a trovare una copia della tesi in una banca dati di una biblioteca di testi tecnici di Mosca, secondo quanto si legge sul Washington Times. Sedici delle venti pagine di apertura del capitolo piu’ importante della tesi sono una trascrizione integrale, o solo con lievi modifiche, del testo dei due economisti americani.

 

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