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January 23, 2007

LIBIA: GOVERNO PRONTO A LICENZIARE 400 MILA DIPENDENTI

Tripoli, 22 gen. – (Adnkronos) – Il governo libico e’ in procinto di licenziare 400 mila dipendenti, pari a un terzo della forza lavoro, al fine di tagliare la spesa pubblica e stimolare il settore privato. E’ quanto riporta la BBC, secondo cui il primo ministro Baghdadi Mahmudi avrebbe riferito al parlamento del numero di dipendenti statali in eccesso.

May 20, 2006

in Cina 12 anni di galera se dissenti.

(ANSA) – PECHINO, 16 MAG - Un veterano della dissidenza cinese, Yang Tianshui, 45 anni, e’ stato condannato oggi a 12 anni di reclusione per sovversione. Yang e’ stato condannato da un tribunale nella provincia di Jangsu (est), dopo un processo durato tre ore, per aver pubblicato degli articoli contro il governo e aver diretto delle sezioni estere del Partito democratico cinese, bandito in patria. Yang ha gia’ passato dieci anni in prigione, tra il 1990 e il 2000, per ‘crimini controrivoluzionari’.


il Nepal limita il potere del suo re.

(ANSA) – NEW DELHI, 18 MAG - Il nuovo governo nepalese ha presentato oggi in parlamento una risoluzione per limitare i poteri del re.La risoluzione, che riguarda soprattutto il suo controllo sull’esercito, potrebbe essere approvata anche in giornata. Era stato il movimento democratico dei nepalesi scesi in piazza il mese scorso a chiedere tra i primi atti del nuovo governo quello di ridurre i poteri del re Gyanendra, dopo aver ottenuto dal monarca il ripristino della democrazia.

Serbia. Prendere Mladic !!

(ANSA) – LISBONA, 18 MAG - Il ministro degli esteri di Serbia e Montenegro Draskovic e’ convinto che l’arresto di Ratko Mladic avverra’ nei prossimi giorni. Mladic, ex capo delle forze serbe della Bosnia e’ ricercato dal 1996 dopo il mandato di cattura emesso dal Tpi per genocidio e crimini di guerra commessi per il suo ruolo nell’assedio di Sarajevo (1992-1995) e il massacro di circa ottomila uomini e ragazzi musulmani a Srebrenica nel luglio del 1995.

Il Venezuale e una nuova diaspora ebrea.

(ANSA)-TEL AVIV, 19 MAG- Una delegazione della comunita’ ebraica del Venezuela si trova in Israele per ‘tastare il terreno’ qualora alcuni ebrei volessero emigrare. Secondo il quotidiano Maariv, la politica del presidente Chavez, e in particolare la sua amicizia verso l’Iran, destano crescente apprensione fra gli ebrei in Venezuela. La delegazione e’ stata ricevuta dal presidente israeliano Katzav e la prossima settimana incontrera’ Zeev Bielsky, presidente dell’Agenzia Ebraica, che organizza l’immigrazione in Israele.
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Cile: studenti in piazza

(ANSA) – SANTIAGO DEL CILE, 18 MAG - Nella violenta protesta effettuata a Santiago dagli studenti delle medie, i dimostranti arrestati sono stati circa 600. In proposito, il sindaco della citta’ Barreto ha assicurato che le forze dell’ordine ‘hanno agito giustamente ed hanno tutto il nostro appoggio poiche’, pur se ci sono degli accordi in merito alle richieste degli studenti, si indicono cortei non autorizzati’. Gli studenti in mobilitazione chiedono di poter utilizzare gratuitamente i trasporti pubblici.
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Missili dalla Korea?

(ANSA) – TOKYO, 19 MAG - Il governo giapponese ha smentito oggi la notizia di un imminente lancio di un missile a lunga gittata da parte della Corea del nord. Il segretario generale del governo Shinzo Abe, riferendosi a una notizia diffusa la notte scorsa dai media sul possibile lancio di un missile, ha detto che allo stato attuale non esiste alcuna indicazione. Nel 98 la Corea del Nord lancio’ un missile che sorvolo’ l’arcipelago nipponico, allarmando ampi settori del governo e dell’opinione pubblica.
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Taiwan cerca il dialogo con la Cina

Taipei, 20 mag. (Adnkronos/Dpa)- Taiwan ha lanciato oggi un appello alla Cina per la ripresa di colloqui e l’apertura di una linea d’emergenza fra le autorita’ militari in modo da evitare conflitti. L’offerta compare nel rapporto annuale sulla Sicurezza nazionale, che e’ stato reso noto oggi in occasione del sesto anniversario dell’insediamento del presidente di Taiwan Chen Shui bian.

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Misteriosa Birmania

Yangoon, 20 mag. (Adnkronos/Dpa) – Un alto inviato dell’Onu, Ibrahim Gambari, e’ partito alla volta di Pyimnana, la nuova misteriosa capitale birmana dove finora non e’ giunto nessun dignitario straniero. Il sottosegretario generale per gli affari politici dell’Onu e’ anche il primo alto esponente dell’Onu autorizzato a visitare il paese dopo due anni.

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April 6, 2006

IL GIORNALISMO ARABO CHIEDE DEMOCRAZIA E LIBERTÀ

unisob.na.it – 3.4.2006 – 13.41

"Non c’è stampa libera in Libano ma ci sono i giornalisti liberi, diceva mio marito". Sono le parole di Gisele Khoury, pronunciate all’incontro di Ansamed tenutosi sabato 1° aprile a Castel dell’Ovo, Napoli. La cronista della televisione araba Al Arabjia è la vedova di Samir Kassir, il giornalista libanese ucciso per le sue posizioni anti-siriane.
"Condanniamo simili episodi d’intolleranza, combattiamo per un’informazione libera" le ha fatto eco George Baghdadi. Il direttore del Charm press Centre di Damasco, uno dei più accreditati centri dell’informazione e della stampa in Siria ha concluso il suo intervento con un significativo "We won’t give up the fight" ("Non molleremo").
All’incontro era presente anche Assem El Khersh, rappresentante del
settimanale egiziano che esce in inglese in allegato al quotidiano più noto nel suo Paese.
El Khersh si è soffermato sul ruolo dei media: "I nuovi mezzi di informazione possono davvero contribuire a raggiungere la democrazia?
Forse possono essere un inizio".
"Oggi alcuni media sono un po’ più liberi – ha sostenuto Baghdadi -. Un esempio sono le testate su Internet, ma tra qualche mese dovrebbe essere varata una nuova legge per controllarli in qualche modo".
Per l’Ansa il vice direttore esteri Giulio Pecora ha annunciato l’istituzione di un premio a nome di Samir Kassir. Sarà assegnato a un giovane giornalista di un Paese del sud del Mediterraneo. Si tratta di uno stage della durata di un mese presso la redazione centrale di Ansamed a Napoli.
Erano presenti dal Libano anche Ziad Talhouk, corrispondente Ansamed a
Beirut, l’editorialista di Repubblica Khaled Fouad Allam e Khalid Chaouky presidente dei giovani musulmani italiani.
[Caterina Morlunghi]

March 28, 2006

Kadima wins!

 

Kadima sta per vincere le elezioni in Israele.

March 26, 2006

Adesso il regime iraniano parla col diavolo!

Teheran, 25 mar. (Adnkronos/Ign) – Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad conferma l’avvio di colloqui con gli Stati Uniti sulla questione irachena, ma si dichiara scettico sul loro esito. ‘’Abbiamo deciso di parlare con gli Stati Uniti dell’Iraq, ma ancora non ci fidiamo – ha detto Ahmadinejad, citato dall’agenzia di stampa ‘Isna’, al termine di un incontro a Teheran con il vicepresidente siriano Farouk al Shara – Gli americani cercano di seminare zizzania tra i Paesi islamici e renderli dipendenti dagli Usa, ma noi siamo in grado di spingere indietro di 100 chilometri gli Stati Uniti e Israele se il mondo islamico sarà unito’‘.

Le dichiarazioni del presidente iraniano arrivano all’indomani delle parole del ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki, che ha definito ‘’un’opportunità per l’Iran e una sfida per gli Stati Uniti’’ i colloqui, i primi diretti dal 1979, sull’Iraq.

Intanto, da Teheran arrivano i ringraziamenti a Mosca e Pechino per la posizione assunta all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul programma nucleare iraniano. In una telefonata fatta al suo collega russo Sergei Lavrov e a quello cinese Li Zhaoxing, di cui dà notizia l’agenzia di stampa ‘Irna’, il ministro degli Esteri iraniano Manouchehr Mottaki ha detto: l’Iran ‘’sostiene ed è felice della posizione (di Russia e Cina) per proseguire i negoziati nel tentativo di trovare una soluzione accettabile a tutte le parti e a esaminare la questione nucleare sotto gli auspici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea)’‘.

Mentre i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non riescono a trovare un accordo sulla posizione da tenere riguardo al programma nucleare iraniano, il direttore generale dell’Aiea Mohammed El Baradei, mette sotto accusa l’organo decisionale dell’Onu, che, secondo il premio Nobel per la pace, andrebbe riformato perché non riesce ad agire in modo rapido ed efficace. In particolare, El Baradei, intervenendo a una conferenza a Karlsruhe, in Germania, fa riferimento proprio ai "pochi sforzi" fatti dal Consiglio di Sicurezza ‘’per affrontare la minaccia della proliferazione nucleare’‘.

March 21, 2006

L’Europa si prepara a sanzionare il regime di Lukashenko

BIELORUSSIA: UE, TRISTE ECCEZIONE IN EUROPA; VERSO SANZIONI
(AGI) – Bruxelles, 20 mar. – "La Bielorussia e’ una triste eccezione nell’Europa di oggi", ma l’Unione europea resta convinta che "il clima d’inverno non prevarra’". Un messaggio di preoccupazione ma anche di fiducia quello espresso oggi dal presidente di turno Ue, il ministro degli esteri austrico, Ursula Plassnik, a conclusione del Consiglio Affari Generali che si e’ svolto a Bruxelles. La Plassnik ha anche ribadito che l’Unione si sta orientando verso la possibilita’ di "misure restrittive dirette contro i responsabili degli abusi" e che non colpirano in alcuna misure la popolazione. A poche ore dall’aver ricevuto il rapporto critico degli osservatori elettorali dell’Osce la presidente Ue ha anche espresso il sostegno dell’Unione al giudizio dell’organizzazione per la sicurezza: "Naturalmente – ha detto – siamo d’accordo con questa valutazione". La Plassnik ha comunque ringraziato l’opposizione per il lavoro svolto e ha sottolineato l’impegno europeo a continuare a muoversi affianco alla popolazione bielorussa. "Vogliamo continuare il nostro impegno con la popolazione bielorussa - ha fatto eco l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e per la sicurezza, Javier Solana – e insisteremo con i suoi leader peche’ continuino il cammino verso la creazione di un paese democratico". (AGI) Tig
201749 MAR 06
 
BIELORUSSIA: "ELEZIONI IRREGOLARI", UE PREPARA SANZIONI (2)
(AGI) – Bruxelles, 20 mar. – La portavoce del commissario alle relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, ha confermato che "e’ molto probabile" che l’Unione europea decida sanzioni contro la Bielorussia. "Anche se dobbiamo aspettare il rapporto dell’Osce – ha detto Emma Udwin – possiamo gia’ dire che molti aspetti di questo voto non hanno alcun posto in elezioni libere ed eque". Le azioni comunque, ha precisato la portavoce "saranno mirate ai responsabili. Non abbiamo nessuna intenzione, nessun desiderio che possa danneggiare la popolazione bielorussa nel suo insieme". "E’ un messaggio importante che vogliamo venga recepito". La portavoce ha comunque precisato che la decisione sulle sanzioni "non e’ attesa per oggi" e che quindi non uscira’ dal Consiglio Esteri in corso a Bruxelles". (AGI) Tig 202141 MAR 06

March 20, 2006

Gli Usa chiedono che la Bielorussia torni alle urne

(ANSA) – WASHINGTON, 20 MAR - Gli Usa chiedono che la Bielorussia torni alle urne, dopo che l’Osce ha giudicato una farsa il voto di ieri che ha rieletto Lukashenko. Il portavoce della Casa Bianca ha ipotizzato l’adozione di sanzioni contro il Paese, aggiungendo che l’Amministrazione sta considerando ‘limitazioni di viaggio’. Intanto il presidente russo Vladimir Putin si e’ congratulato con Lukashenko per la vittoria nelle presidenziali.

March 19, 2006

Bielorussia: elezioni-farsa, 25mila in piazza

Manifestazione antiregime nel centro della capitale per protestare contro i presunti brogli che hanno riconfermato Lukashenko. MINSK (BIELORUSSIA), Corriere.it - Sono scesi in 25.000 in piazza a Minsk in Bielorussia per protestare contro le elezioni farsa che hanno riconfermato al potere il presidente uscente Alexander Lukashenko, l’ultimo dittatore europeo, con una percentuale di voti che varia dall’82% degli exit poll al 90% attribuitigli dal presidente della commissione elettorale. E’ la prima protesta antiregime e filooccidentale di un certo peso che si sia mai svolta in Bielorussia. MANIFESTAZIONE – I manifestanti denunciano vistosi brogli e chiedono il rifacimento del voto. «Abbiamo trionfato sulla paura»: queste le prime parole scandite da Aleksander Milinkevic, leader dell’opposizione anti Lukashenko,
che ha parlato attraverso un megafono, in piazza dell’Ottobre a Minsk sulla scalinata di un palazzo pubblico. In mano il candidato alle presidenziali aveva un mazzo di garofani rosa. Intorno la folla si fa sempre più numerosa e tra gli slogan viene ripetuto "Libertà! Libertà", mentre gli altoparlanti della polizia invitano a non mettersi in strada. "Non uscite, non muovetevi" viene ripetuto. In giornata, il capo dello stato Lukashenko aveva annunciato che avrebbe represso qualsiasi manifestazione dell’opposizione e che questa sarebbe stata considerata un tentativo di colpo di stato. APPUNTAMENTO A LUNEDI’ – Successivamente la manifestazione si è sciolta e i manifestanti si sono dati appuntamento a domani.  19 marzo 2006

 

MINSK, Belarus By YURAS KARMANAU, Associated Press Writer
Iron-fisted incumbent Alexander Lukashenko was headed to an overwhelming win in Sunday’s presidential vote in the former Soviet republic of Belarus, the elections chief said. Thousands of opposition supporters protested the results in the city’s main square.The protesters chanted "Long Live Belarus!" and the name of the main opposition candidate, Alexander Milinkevich. Some waved a national flag that Lukashenko banned in favor of a Soviet-style replacement, while others waved European Union flags. Milinkevich arrived later.
The crowd in Oktyabrskaya square hooted when a large video screen broadcast a live statement from the Central Election Commission chief, who hailed the vote as a success with minimal violations. Lidia Yermoshina said Lukashenko won 92.2 percent of the vote in hospitals and military units, where about 1.2 percent of the nation’s eligible voters cast ballots. She said overall results were unlikely to vary greatly from those numbers, virtually guaranteeing a third term for the authoritarian leader who has ruled the republic since 1994. Lukashenko had vowed to prevent the kind of mass rallies that helped bring opposition leaders to power in former Soviet republics Ukraine, Georgia and Kyrgyzstan following disputed elections. The use or threat of force neutralized opposition efforts to protest vote results in Azerbaijan and Kazakhstan last year, and a bloody government crackdown in Uzbekistan left hundreds dead. "It will be a peaceful demonstration. We will come out with flowers," Milinkevich said after voting at a school. "We do not intend to elect a president on the square. We will tell people the truth." Despite the government ban on protests, there was no immediate move by police to disperse the crowd. Forces guarded the hulking building facing the square that temporarily houses the election commission, but they did not surround protesters. People blew horns and shouted "Mi-lin-ke-vich!" — echoing the much larger crowds on Kiev’s Independence Square in neighboring Ukraine’s 2004 Orange Revolution, which inspired the Belarus opposition. "I came here to find out the real results of the election," student Veronika Danilyuk, 19, said. "I believe that he’s the only one who can guarantee freedom and fairness to our country." Earlier, two exit polls gave Lukashenko more than 80 percent of the vote. The polling was done by two groups that critics say are loyal to Lukashenko, and those figures were certain to fuel opposition claims of fraud and compound Western concern about the authoritarian government’s conduct of the election. Milinkevich said he would not recognize the results and called for a repeat vote. "People will laugh at those figures," Milinkevich said. "In Poland, people began laughing at communist authorities and this is when Solidarity won. We are getting there." The Soviet past is strongly palpable in Belarus. The government makes five-year plans, the main state newspaper has "Soviet" in its title and the state security service is officially called the KGB. Underlying the election is a struggle for regional influence between Russia and the West, which is seen by Lukashenko’s government and its backers in Moscow as a major culprit in the political upheaval in Ukraine, Georgia and Kyrgyzstan. Lukashenko, who has been in office 12 years, accuses the West of plotting a repeat here. Belarus is one of the few former Soviet republics to remain loyal to the Kremlin. The elections commission said 81 percent of the 7 million eligible voters had cast ballots by noon, clearing the 50 percent mark needed to make the election valid. Yermoshina said about 30 percent voted last week in early balloting, which is seen by the opposition as especially vulnerable to fraud. The elections were being overseen by about 400 monitors from the Organization for Security and Cooperation in Europe. Western countries have forged close ties with the opposition and made no secret of their contempt for the ruler of what Washington calls an outpost of tyranny in Europe. The United States has condemned the campaign as "seriously flawed and tainted."

After voting at a sports facility, Lukashenko dismissed international criticism. "We in Belarus are conducting the election for ourselves," he said. "What is important is that elections take place in accordance with Belarusian legislation. As for sweeping accusations, I’ve been hearing them for 10 years. I’ve already gotten used to them." The state has mounted a campaign of threats and allegations of violent, foreign-backed overthrow plots that its opponents say is aimed at frightening people off the streets and justifying the potential use of force against protesters. Security was tightened Sunday near the square and streets were closed to traffic. On Thursday, the KGB chief accused the opposition of plotting to seize power with foreign help by detonating bombs and sowing chaos on election day, and warned that protesters could be charged with terrorism. Since 1994, Lukashenko has silenced foes and maintained his grip on power through votes dismissed as illegitimate by the opposition and Western governments. Four opponents disappeared in 1999-2000. While he is a dictator to his opponents and foreign critics, many Belarusians see the 51-year-old former collective farm manager as having brought stability after the uncertainty that followed the 1991 Soviet collapse. While the landlocked nation, about as big and flat as Kansas, is far from prosperous, the economy is growing and salaries are rising. "He gives us work and a salary," said plumber Igor Nisakov, 52, a Lukashenko supporter. Critics say the economic successes are unsustainable, based largely on cheap Russian energy and heavy-handed state intervention reminiscent of the communist era. Milinkevich, 58, a former physicist, said he aimed to show that change was possible. "Milinkevich gives us hope that we will pull ourselves out of this swamp," said Nina Karachinskaya, 38, a hairstylist. "The country must go not into the past but the future, and our future is Europe."

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