liBoRatoRio

January 23, 2007

IRAN E SIRIA PROPONGONO CONFERENZA REGIONALE A BAGHDAD

Teheran, 22 gen. (Adnkronos/Dpa) – Iran e Siria propongono una conferenza regionale a Baghdad per discutere la situazione in Iraq. Lo hanno annunciato il ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki, ed il suo collega siriano Walid Muallem durante una conferenza stampa a Teheran, spiegando che chiederanno al governo iracheno ed ai suoi altri vicini di tenere l’incontro, a livello di ministri degli Esteri, nella capitale irachena. Sia l’Iran che la Siria considerano che il completo ritiro delle forze statunitensi ed il pieno trasferimento dei poteri al governo iracheno sia l’unica via possibile per la stabilizzazione del paese.

May 20, 2006

NAZIRAN

Toronto, 19 mag. – (Adnkronos) – Il nuovo codice iraniano di abbigliamento prevedera’ una fascia gialla per distinguere gli ebrei, una rossa per i cristiani e una blu per gli zoroastriani. Lo scrive oggi il quotidiano canadese National Post, in un ampio articolo dedicato alla nuova legge sui vestiti da indossare in pubblico che è stata appena adottata dal parlamento di Teheran. Il codice di colori, scrive il giornalista Amir Taheri, permetterà ai musulmani di riconoscere facilmente gli aderenti ad altre religioni evitando che possano stringer loro la mano per sbaglio, diventando cosi’ ‘’najis’’ (sporchi). L’insegna colorata, chiamata ‘’zonnar’‘, sara’ una striscia di stoffa cucita sul davanti degli abiti.

Il provvedimento, che non può che ricordare in occidente la ‘’stella gialla’’ imposta agli ebrei dai nazisti, era stato presentato nel 2004 sotto la presidenza del moderato Mohammed Khatami, ma allora il parlamento l’aveva bloccato. La legge è però passata lunedì su pressione del nuovo presidente Mahmoud Ahmadinejad: affida ad uno speciale comitato il compito di stabilire entro l’autunno quali saranno gli abiti che dovranno indossare uomini e donne. Questi dovranno tuttavia essere approvati dalla guida suprema Ali Khamenei prima di venire imposti dalla legge.

Taheri, giornalista e autore iraniano in esilio, spiega che la nuova legge punta ad eliminare ‘’l’influenza degli infedeli’‘, ovvero dell’Occidente, nell’abbigliamento degli iraniani. E’ fra l’altro previsto un bando totale alle cravatte, considerate ‘’un simbolo della croce’‘. Non e’ chiaro tuttavia se i cristiani saranno autorizzati a portarle. Il codice vestimentario si sostuira’ alla legge del 1982 che impone lo chador e un lungo abito alle donne. L’obiettivo di Ahmadinejad e’ di imporre una uniformita’ di abbigliamento islamico senza distinzioni di classe, per preparare gli iraniani al ritorno dell’Imam nascosto, che secondo la tradizione sciita tornera’ sulla Terra per riportare la giustizia. La notizia del codice dei colori non manchera’ di sollevare nuove polemiche, dopo che Ahmadinejad ha auspicato la cancellazione d’Israele dalle mappe e definito l’Olocausto ‘’una leggenda’‘, suscitando proteste in tutto il mondo. Il Centro Simon Wiesenthal ha gia’ scritto al segretario generale dell’Onu Kofi Annan chiedendogli di esortare la comunita’ internazionale a far pressione sull’Iran perche’ abbandoni il progetto del fasce colorate per i non musulmani, riferisce il National Post.

April 6, 2006

Onu all’Iran: stop al programma atomico

CORRIRE.IT – NEW YORK - Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una dichiarazione che chiede all’Iran di sospendere le attività di arricchimento dell’uranio. Riunitosi al Palazzo di Vetro dell’Onu a New York, il Consiglio ha rapidamente approvato il testo su cui i cinque membri permanenti (Usa, Gb, Francia, Russia e Cina) avevano da poco raggiunto un accordo. L’Iran ha un mese di tempo per adeguarsi. Dopo settimane di scontri e divisioni, in particolare tra il blocco occidentale di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna e quello di Russia e Cina, i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu hanno raggiunto un accordo su un testo sul programma nucleare iraniano. 30 marzo 2006

March 31, 2006

Esercitazione iraniana nel Golfo

www.agendalodi.it 
Teheran, 29 mar. (Adnkronos/Xinhua) - Le forze armate iraniane saranno impegnate a partire da venerdi’ e fino al sei di aprile in una massiccia esercitazione militare nel Golfo, secondo quanto rende noto l’agenzia di stampa Irna, citando l’ammiraglio Morteza Saffari, comandante delle forze navali delle Guardie della rivoluzione. Prenderanno parte all’esercitazione 17mila militari e 1.500 unita’ navali. ‘’Le forze armate nel loro complesso sono completamente pronte a difendere l’integrita’ territoriale della madrepatria’‘, ha dichiarato l’ufficiale.

March 26, 2006

L’UE deplora il deterioramento della situazione dei diritti dell’uomo in Iran

da www.donneiran.org
 
Il 4 febbraio, l’Ufficio dei governatori del AIEA ha votato a gran maggioranza la trasmissione al Consiglio di sicurezza dell’ONU della questione del programma nucleare iraniano.
Come si vede nella relazione al Direttore generale datato il 27 febbraio, l’UE annuncia le sue profonde preoccupazioni in relazione all’Iran che persiste a non volere completamente cooperare con l’AIEA ed a non adottare le misure necessarie per riconquistare la fiducia della Comunità internazionale in finalità pacifica del suo programma nucleare.
L’UE si impegna sempre a trovare una soluzione diplomatica. Il Consiglio si rammarica profondamente che l’Iran non sia riuscito a mettere in pratica le misure che l’Ufficio dell’AIEA ritiene necessarie. Pertanto, il Consiglio di sicurezza si dedica attualmente ad adottare delle misure idonee. Il Consiglio crede che il Consiglio di sicurezza non debba agire in attesa di rafforzare l’autorità dell’AIEA.

Il Consiglio rinnova il suo appello verso l’Iran perché si conformi in urgenza all’integrità delle domande emesse nella risoluzione datata il 4 febbraio emessa dall’Ufficio dei governatori del AIEA. Il Consiglio sottolinea che tale azione dovrebbe includere una sospensione totale di tutte le attività legate all’arricchimento ed alla riconversione dell’uranio. La questione nucleare resterà un argomento urgente, al centro delle preoccupazioni. Tuttavia, il Consiglio ha anche sottolineato che è indispensabile che l’Iran realizzi una comunicazione efficace su tutti i punti che preoccupano l’UE, e che includono il terrorismo, il modo in cui l’Iran considera il processo di pace in Medio Oriente, i problemi regionali e il rispetto dei diritti degli uomini e delle libertà fondamentali. Il Consiglio prende atto della liberazione di Akbar Gandji il 17 marzo. Condanna la sua detenzione ed il trattamento che gli è stato inflitto durante la sua prigionia e chiama le autorità iraniane a liberare immediatamente e senza condizione tutti gli altri prigionieri politici. Il Consiglio deplora il deterioramento in Iran della situazione dei diritti dell’uomo e condanna la violenza usata contro le persone che manifestavano in modo pacifico in occasione dell’8 marzo giornata internazionale delle donne. Il Consiglio ribadisce il fatto che il rispetto totale dei diritti dell’uomo in Iran è essenziale, tanto per il miglioramento delle relazioni tra l’UE e l’Iran. Il Consiglio afferma che l’UE continuerà a tenere conto delle sue preoccupazioni in termini di diritti dell’uomo, che evocano in particolare la situazione critica nella quale si trovano i militanti dei diritti dell’uomo iraniani in preda alla persecuzione, la situazione delle minoranze e la pena di morte. L’UE si riserverà la possibilità di modificare le sue scelte diplomatiche ed adatterà il suo approccio secondo le dichiarazioni ed i rapporti d’affari dell’Iran.

 

 

March 19, 2006

TEHERAN (Reuters), 16/03 - L’Iran ha manifestato la disponibilità ad aprire un dialogo con gli Stati Uniti sull’Iraq, ha riferito un alto funzionario oggi. "Accettiamo questa proposta e nomineremo un team di negoziatori per i colloqui presto", ha detto ai giornalisti Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo della sicurezza nazionale dell’Iran, in risposta a un invito del leader sciita iracheno Abdul Aziz al-Hakim, che aveva chiesto all’Iran di avviare colloqui con Washington. Funzionari iraniani avevano negato in precedenza un interesse di Teheran in eventuali trattative prima del ritiro delle truppe Usa dall’Iraq.

March 17, 2006

Iran torna a trattare, ma non ci è dato sapere con chi

(ANSA)- TEHERAN, 15 MAR - L’Iran ha in corso colloqui sul programma nucleare non solo con la Russia ma anche con la Cina e alcuni paesi europei.Lo ha annunciato un portavoce del ministero degli affari esteri che pero’ non ha voluto precisare quali sono questi paesi. Per venerdi’ e’ attesa una prima riunione formale del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul dossier iraniano, anche se permangono difficolta’ per un accordo tra i cinque membri permanenti, cioe’ Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Usa.

(ANSA) – TEHERAN, 14 MAR - ‘’Non ci possono fermare’‘. Lo ha detto durante un comizio il presidente iraniano Ahmadinejad, in merito al programma nucleare del Paese. Ahmadinejad ha aggiunto che ‘’i giovani scienziati iraniani sono in possesso della tecnologia per produrre combustibile nucleare’‘, cioe’ uranio arricchito, e che ‘’nessuna forza puo’ toglierla dalle loro mani’‘. Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha poi affermato che ‘’e’ difficile trovare un politico saggio’’ nei Paesi occidentali.

Perchè i paesi europei che stanno trattando con l’Iran mantengono il riserbo. Perchè i cittadini europei non dovrebbero conoscere le operazioni che sta conducendo l’Europa su questo delicatissimo versante. Come spesso accade conosceremo i dettagli della trattativa solo a cose fatte?

March 15, 2006

Il bastone e la carota: Ahamdinejad fa il duro ma riapre al dialogo con i russi

Teheran, 14 mar. – (Adnkronos/dpa) – ‘’Compromesso e ritiro sono parole senza significato. Continueremo la nostra strada nucleare malgrado i giochi politici contro di noi’‘, ha tuonato oggi il presidente iraniano Mahmoud Ahamdinejad in un duro discorso contro l’Occidente davanti a migliaia di persone nella citta’ settentrionale di Gorgan, diffuso in diretta televisiva. Intanto fonti ufficiali di Teheran, citate in forma anonima dall’agenzia stampa Isna, confermano la prossima ripresa di negoziati con Mosca sulla proposta di arricchire in Russia l’uranio destinato alle centrali iraniane. I colloqui, a quanto si apprende, inizieranno domani o dopodomani a Mosca e la delegazione iraniana sara’ guidata dal vice presidente del Consiglio nazionale di sicurezza Ali Hossein Tash.

MOSCA (Reuters) martedì, 14 marzo 2006 - Russia e Iran hanno ripreso oggi i colloqui sul nucleare, dopo che Mosca aveva accusato Teheran di ostacolare l’impegno profuso dalla diplomazia per allontanare i timori occidentali sul programma atomico della Repubblica Islamica.
Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Interfax. I negoziati, che si tengono a porte chiuse, sono stati ripresi su iniziativa dell’Iran, riferisce Interfax citando una fonte diplomatica. Il ministero degli Esteri russo si è rifiutato di commentare. L’Iran ha confermato che dei colloqui erano in corso.Non è chiaro se le due parti stanno discutendo una proposta russa di arricchire l’uranio al posto dell’Iran. Questo piano era stato inizialmente concepito per rassicurare la comunità internazionale sul fatto che l’urano iraniano non sarebbe stato usato per le testate missilistiche. I precedenti tentativi di dialogo sulla questione erano falliti perché gli iraniani si erano rifiutati di abbandonare il proprio diritto di arricchire l’uranio sul territorio nazionale. Non ci sono stati segnali finora che lascino intendere una rinuncia da parte iraniana. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Hamid Reza Asefi aveva detto domenica che la proposta russa non era più sull’agenda politica dell’Iran. Ma funzionari russi e il portavoce del Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale iraniana (SNSC) hanno smentito le dichiarazioni di Asefi e hanno detto che gli incontri diplomatici fra Teheran e Mosca continuano.

 

March 9, 2006

Amnesty denuncia l’uso smodato della pena di morte in Iran

 
08/03/06 – donneiran.org 
Amnesty International ha oggi espresso seria preoccupazione per l’alto tasso di esecuzioni registrate in Iran ed ha affermato di essere in ansia per le vite di numerosi prigionieri politici, alcuni dei quali sono in attesa della pena di morte da diversi anni. L’organizzazione ritiene inoltre un oltraggio che l’Iran continui a condannare a morte baby-trasgressori contravvenendo ai propri obblighi internazionali nell’ambito dei diritti umani.

Le esecuzioni in Iran proseguono con una frequenza allarmante. Amnesty International ha registrato 94 esecuzioni nel 2005, sebbene la cifra reale è probabilmente molto più alta. Finora nel 2006, ha registrato un totale di 28 esecuzioni.

La maggior parte delle vittime sono state giustiziate per crimini come l’omicidio, ma una di quelle giustiziate di recente era un prigioniero politico, Hojjat Zamani, un membro del “People’s Mojahedin Organization of Iran” (PMOI), che è stato costretto a tornare in Iran dalla Turchia nel 2003 ed è stato condannato a morte nel 2004 in seguito all’accusa del coinvolgimento in un attacco esplosivo a Teheran nel 1988 che uccise 3 persone (vedere Urgent Actions AI Index EUR 44/025/2003, 5 novembre 2003 e MDE 13/032/2004). Fu prelevato dalla sua cella nella prigione di Gohar Dasht e giustiziato il 7 febbraio 2006, sebbene la sua esecuzione è stata confermata ufficialmente dai portavoce Iraniani solo il 21 febbraio.

L’esecuzione di Hojjat Zamani ha alimentato i timori che altri prigionieri politici possano correre il rischio di un’esecuzione imminente. Secondo alcuni rapporti non confermati che circolano dall’inizio di febbraio, ad un certo numero di prigionieri politici ed altri prigionieri che sono in attesa di sentenza a morte è stato riferito da funzionari del penitenziario che saranno giustiziati se l’Iran dovesse essere deferito al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per la ripresa del suo programma nucleare (che l’Iran sostiene sia destinato esclusivamente alla produzione pacifica di energia nucleare). Si ritiene che possano essere coinvolti altri membri del PMOI, che è considerata un’organizzazione illegale in Iran. Il Consiglio Nazionale di Resistenza dell’Iran, di cui il PMOI fa parte, fu la fonte che nel 2002 rivelò il programma nucleare dell’Iran al resto del mondo.


Tra coloro considerati a rischio ci sono Sa’id Masouri (vedere Urgent Action AI Index MDE 13/018/2002), un membro del PMOI rinchiuso in isolamento nella sezione 209 della prigione di Evin dalla fine del 2004; Khaled Hardani, Farhang Pour Mansouri e Shahram Pour Mansouri (vedere Urgent Action AI Index: MDE 13/003/2005), che tutti e tre presero parte al dirottamento di un aereo quando Shahram Pour Mansouri aveva solo 17 anni; Gholamhossein Kalbi e Valiollah Feyz Mahdavi, entrambi membri delPMOI, e Alireza Karami Khairabadi.

Amnesty International ha inoltre ricevuto alcuni rapporti secondo i quali almeno due Arabi Iraniani sembrano essere in procinto di venire giustiziati. La provincia del Khuzestan è il centro di disordini su larga scala dal 15 aprile 2005 (Per maggiori informazioni sui disordini nella provincia del Khuzestan, vedere Iran: il nuovo Governo non riesce ad affrontare l’atroce situazione dei diritti umani AI Index MDE 13/010/2006). Secondo quanto riferito, Mohammad Ali Sawari e Mehdi Nawaseri, entrambi ritenuti poco più che ventenni, sarebbero stati condannati a morte. Mohammad Ali Sawari pare sia stato arrestato durante una manifestazione in Ahwaz City il 4 novembre 2005. Mehdi Nawaseri invece fu arrestato nell’Ottobre del 2005, dopo essere stato già precedentemente arrestato nell’aprile del 2005 e successivamente rilasciato.

Il 14 febbraio 2006, Jamal Karimi-Rad, Ministro della Giustizia e portavoce della magistratura, ha detto all’agenzia giornalistica IRNA che sette delle 45 persone arrestate in relazione agli attacchi esplosivi di settembre ed ottobre 2005 sono stati accusati di reati tra cui”ostilità a Dio, corruzione ed omicidio” e che le loro condanne sarebbero state annunciate a breve. La pena per l’ostilità a Dio e la corruzione possono essere l’esecuzione, l’amputazione, la crocifissione per tre giorni, o l’esilio. Il 20 febbraio 2006, il Pubblico Ministero Ghorban-Ali Dori-Najafabadi è stato sentito dichiarare che "alcuni degli accusati in questo caso hanno ricevuto una condanna capitale, inclusi i due imputati principali, la cui partecipazione ai recenti incidenti di Ahvaz è stata provata ed il verdetto è senza appello". Il 21 febbraio, in una dichiarazione rilasciata all’IRNA, Jamal Karimi-Rad ha affermato che solo due imputati erano stati condannati a morte e che la sentenza era all’esame della Corte Suprema. Ha inoltre rimarcato che “i crimini commessi da tutti e sette gli imputati non sono punibili con la pena di morte". Amnesty International teme che Mohammad Ali Sawari e Mehdi Nawaseri possano essere i due a cui si riferisce e che siano ad imminente rischio di esecuzione.


Amnesty International è inoltre indignata perchè l’Iran ha condannato a morte un altro baby-trasgressore. Secondo i rapporti presentati da due agenzie giornalistiche iraniane, Fars e l’Associazione dei Corrispondenti Studenteschi dell’Iran (ISCA), un diciottenne, identificato solo come Mohammad, è stato condannato a morte dalla sezione 71 del Tribunale Penale di Teheran per un omicidio commesso nell’agosto del 2003 quando aveva solo 16 anni. Secondo questi rapporti, era stato inizialmente processato dal Tribunale Minorile e condannato a cinque anni di prigione ed al pagamento di un risarcimento. Tuttavia, la famiglia della vittima sembra si fosse lamentata che la condanna non fosse abbastanza severa e la Corte Suprema ha deciso che Mohammad, al compimento del diciottesimo anno di età, sarebbe potuto essere processato dal Tribunale Penale, e l’esito di tale processo è stata la condanna a morte. La sentenza deve essere ratificata dalla Corte Suprema prima che possa essere eseguita.

Quale Stato facente parte della Convenzione Internazionale sui diritti politici e civili (ICCPR) e della Convenzione sui diritti del bambino (CRC), l’Iran si è assunto l’impegno di non giustiziare nessuno per reati commessi al di sotto dei 18 anni di età. Ciononostante, Amnesty International ha registrato in Iran 18 esecuzioni di baby-trasgressori a partire dal 1990. Nel solo 2005, sono state registrate almeno otto di tali esecuzioni.

Amnesty International riconosce i diritti e le responsabilità dei governi nell’assicurare alla giustizia coloro che siano sospettati di aver commesso evidenti reati di natura penale, ma l’organizzazione si oppone nettamente all’uso della pena di morte quale estrema violazione del diritto alla vita. Perciò esorta le autorità iraniane ad imporre un’immediata moratoria sull’uso della pena di morte e di tener fede ai suoi impegni internazionali non giustiziando nessuno per reati commessi in età adolescenziale.

Russia, “Niente soluzione militare per la questione iraniana”

(Corriere.it) NEW YORK, 08/03 - Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha auspicato, nel corso di un incontro con il segretario generale dell’Onu Kofi Annan al Palazzo di Vetro, che ‘’non ci sia soluzione militare" alla crisi innescatasi per il programma di arricchimento nucleare dell’Iran. Lavrov ha aggiunto: ‘’Non penso che le sanzioni come mezzo per risolvere una crisi abbiamo mai raggiunto l’obiettivo nella storia recente’‘. (Agr)

March 7, 2006

Il Pakistan non vuole la guerra in Iran

(ANSA) – LONDRA, 7 MAR - Il Pakistan si opporra’ a qualsiasi azione militare contro l’Iran che venga eventualmente decisa dagli Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato alla Bbc dal primo ministro di Islamabad, Shaukat Aziz ‘per il Pakistan non ci dovra’ essere alcun intervento militare e sicuramente noi non parteciperemmo a una tale azione’. Aziz e’ a Londra per una visita di due giorni.

L’intrasigenza Europea è colpa dell’America.

(ANSA) TEHERAN, 7 MAR - L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di impedire un accordo di Teheran con la Russia o l’Europa sul suo programma nucleare. A Vienna e’ riunito il Consiglio dei Governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea),fonti diplomatiche hanno parlato di un compromesso offerto dall’Iran,che si impegnerebbe per due anni a congelare le sue attivita’ di arricchimento di uranio su scala industriale per mantenere un’attivita’ di ricerca. Gli Usa respingono quest’ipotesi.

Iran e la bomba che verrà

(ANSA) – MOSCA, 3 MAR - Esperti russi indipendenti sono convinti che, al massimo entro 5 anni, l’Iran avra’ la bomba atomica. Gli esperti sostengono che ‘l’Iran punta all’acquisizione di proprie armi atomiche e prima o poi ci riuscira’‘, ed e’ meglio che il mondo si prepari a convivere con questa realta’ dalle conseguenze ‘negative, innanzitutto per la sicurezza della Russia’, ma ‘non catastrofiche se in Iran e’ mantenuta la stabilita’.

Nessun accordo tra Iran e UE

(ANSA) – VIENNA, 3 MAR - Nessun accordo e’ stato raggiunto all’incontro fra i ministri degli esteri dell’Ue-3 e il rappresentante di Teheran sul nucleare iraniano. L’annuncio e’ arrivato dal ministro degli Esteri tedesco Steinmeier al termine dell’incontro nella residenza dell’ambasciatore tedesco a Vienna. Steinmeier ha ribadito la richiesta dell’Ue di una sospensione di ogni attivita’ di arricchimento di uranio, la premessa base per ulteriori colloqui’.

March 6, 2006

EL BARADEI, ANCORA POSSIBILE ACCORDO CON TEHERAN

Vienna, 6 mar. (Adnkronos) - ‘’Ho ancora speranza che possa essere raggiunto un accordo’’ con l’Iran sulla questione nucleare. E’ quanto ha dichiarato Mohammed el Baradei, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, all’avvio della riunione a Vienna del consiglio dei governatori dell’Agenzia. ‘’Esorto tutte le parti a creare le condizioni che consentano di tornare al tavolo dei negoziati’’ ha aggiunto il direttore generale. El Baradei ha comunque spiegato che la questione sara’ affrontata solo domani pomeriggio o addirittura mercoledi’ mattina.

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Jay of onefinejay.com